Crimes of the future (2022) di David Cronenberg

ogni tanto si torna in sala, e lo si fa con piacere, ancor di più quando producono e distribuiscono roba di grandi registi... qui una recensione interessante e qui un'altra un pò più strana
recensione di crime of the future di onironautaidiosincratico.blogspot.it

come sempre, prima della recensione una breve presentazione di ogni partecipante (nome, età, occupazione, piatto preferito, città)

Chiara:25, donna, hofinalmentecercatounlavoromaancoranonpagato, tagliatelle con crema di spinaci, acatina
eRica: 29, donna, studentessa, patate, catania
Paola: 26, donna, disoccupata disperata, pasta con le patate (rigorosamente quella fatta da mamma), catania
Pietro: 33, uomo, studentepartimeincercadilavorofulltime, pizza con kebab, catania



1. riassumi la trama in 140 caratteri

C: In un mondo utopico in cui il dolore ha abbandonato l’umanità, la chirurgia è il nuovo sesso, perchè riesce in qualche modo a suscitare una qualche sensazione nei corpi umani, tagliati e ricuciti. L’uomo cerca di divenire superuomo nietzschiano e superare il suo limite carnale, diventando un essere di plastica multipotenziale.

e: Il film racconta stralci di un futuro dove la chirurgia è il nuovo sesso e le mutazioni genetiche il nuovo crimine.

Pa: La chirurgia è il nuovo sesso in questo sci-fi/horror dove avrebbero potuto benissimo eliminare il problema ambientale della plastica semplicemente non facendo quello che fanno letteralmente nella prima scena del film

Pi: un bimbo viene ucciso dalla madre dopo una strana merenda, il film spiega come questa cosa sia collegata a due artisti



2. film incentrato sulla chirurgia oppure film universale?

C: Film assolutamente universale che dispiega il rapporto umano con il dolore, con la passione, con la carnalità e i rapporti interpersonali.


e: il film è incentrato sulla natura umana più profonda. In particolare, si sofferma su due bisogni fondamentali, il cibo e il sesso, ma parla anche di morte, di amore, di diversità, di arte. Questo lo rende un film estremamente universale, credo ci si possa leggere quasi di tutto.

Pa: io direi universale in un certo senso, la chirurgia è il mezzo per dirci che per sentirci appagati abbiamo sempre bisogno di qualcuno, o qualcosa, a farci compagnia. Vedi anche la frenesia di provare e avere sempre qualcosa di nuovo che caratterizza la nostra società. Che ca**o è BeReal? Ne avevamo bisogno? Vabbè, la smetto di divagare


Pi: film sulla carnalità, sulla nuova carne (tema caro al regista), sul modo che ha l’uomo di esplorare sé stesso metaforicamente tutto raccontato attraverso l’esplorazione fisica e carnale; le performance sono strane per noi spettatori di oggi, ma diventano normali nel futuro (potremmo dire la stessa cosa di qualsiasi CONTENTCREATOR di oggi se visto con gli occhi dei nostri nonni), ma arrivano poi i problemi per una innovazione che spaventa molti e non convince gli altri (anche qui il parallelo con l'oggi e le tematiche più discusse è facile quanto interessante) per arrivare ad una soluzione enigmatica ma anche comprensibile: assurdo come un finale aperto per altri registi (vedi Nolan) rappresenti una genialata indicibile, per Cronenberg invece sia un punto di critica, tra l’altro il finale che cita la Giovanna D’Arco di Dreyer è una chicca che pochi coglieranno e che spiega molto, senza bisogno di dire nulla



3. che ruolo ha la famiglia?


C: Non è presente il ruolo della famiglia, proprio tale assenza così sbandierata rende questa assenza evidente. D’altronde un legame è tale quando suscita un miscuglio di emozioni che vanno dall’amore all’odio, per cui non è possibile creare dei veri legami in assenza di sentimenti.

e: la famiglia è disgregata, in questo futuro ci vengono presentati individui senza relazioni familiari veramente importanti; nell’unica famiglia (per come la intendiamo noi) che ci viene mostrata la madre uccide il figlio e il padre sembra sfruttare questa cosa per interesse personale.

Pa: film per me non famiglia-centrico, quelle che abbiamo visto sono disfunzionali e un po’ di facciata. Anche nel desiderio di vendetta del padre non ho visto estrema autenticità

Pi: la famiglia c’è, è il nucleo da cui parte la narrazione, ma che vediamo sempre più sbriciolarsi e dissolversi andando avanti, fino alla coppia di protagonisti che è fluida, mutevole, non facilmente incasellabile in una categoria specifica e che anch’essa va in crisi quando arriva un’altra giovane arrampicatrice sociale che vuole sfruttare la propria posizione per prendere Saul e sostituire Caprice, passando dalla nuova buoncostume ai peggiori crimini (come sempre l’istituzione, qualunque essa sia, fa schifo)



4. qual è il vero crimine del titolo?

C: Il vero crimine è negare il cambiamento, arrestarlo e portare con sè disordini e ribellioni.

e: il non riuscire a comprendere e accettare la vera natura umana, che spesso non è come vorremmo, estremamente complessa e parzialmente in evoluzione, con aspetti molto brutti, altri molto belli, con miliardi di individui così diversi e in fondo tutti uguali.

Pa: mmmh, io direi i suoni disgustosi e la poca presenza di Kristen Stewart ( ma anche la non accettazione del “diverso”)

Pi: l’unico vero crimine è non vedere il film in sala: dalle immagini meravigliose, ai movimenti delicati quanto potenti, fino alla colonna sonora perfetta in ogni passaggio (grazie Howard Shore, inquietante e comunicativo come sempre) ; allo stesso modo il sonoro, soprattutto e prevalentemente nella tosse di Saul che scandisce quasi ogni scena, diventando forse più importante di quel che dice (perché ricordiamolo a tutti il cinema è narrazione per immagini, non per parole, quello è il romanzo)



5. cast adeguato o cambieresti qualcuno?

C: Io amo Lea. Quindi no comment.

e: Ripensandoci forse l’unico cambiamento che farei è nelle due “aggiustatutto”, senza nulla togliere a Nadia Litz e Tanaya Beatty, le avrei scelte un pochino più particolari, non saprei… Ho trovato particolarmente calate nel personaggio Lihi Kornowski nel ruolo della madre totalmente devastata e Kristen Stewart in quello di persona estremamente disturbata. Léa Seydoux e Viggo Mortensen più belli che bravi, a parer mio, ma essendo davvero molto belli sono anche abbastanza bravi!

Pa: Cast adeguato-ish, ho apprezzato il duo del registro organi (Stewart-McKellar). Sorpresa da Speedman, Lea Seydoux resta una certezza…appena le si riempiono gli occhi di lacrime ti senti un po’ malino pure tu. Per quel poco che si è visto, mi è rimasto impresso il detective Cope. Onestamente? L’unico che ho trovato un po’ sciapo è stato Viggo nazionale.

Pi: Viggo meraviglioso e perfetto, come sempre quando diretto da grandi registi; Lea divina nella sua morbosa abilità nell’estrapolare tutto l’estrapolabile da chi le sta intorno, Kristen delicatissima nel suo disagio arrampicatorio; anche la scelta dei nomi è significativa: Saul Tenser suona come un’anima tesa, Caprice è capricciosa e volubile e Timlin potrebbe ricordare un campanellino depravato e innamorato alla vecchia maniera;



6. conoscevi cronenberg? avevi visto altro di suo? vedrai altro di suo?

C: No non ne avevo visti, penso che però mi informerò sulla sua filmografia.

e: a parte il nome non credo conoscessi altro. Questo film mi è piaciuto veramente tanto, quindi magari recupererò qualcosa!

Pa: Conoscevo già questo pazzoide mingherlino ma ammetto di non aver visto molto di suo, Cosmopolis, alias e star trek discovery (in entrambe le serie ha fatto da attore e non da regista NDB), sono aperta a suggerimenti e nuove visioni

Pi: Cronenberg va visto tutto per comprenderlo a pieno, su youtube si trova qualcosa, tra gli altri l’ “originale” crimes of the future del 1970 ; non si può fare una classifica dei suoi film, vanno visti tutti sempre e comunque, qui qualche video a riguardo; in tutti i suoi film ci son pochi attori, poche location e pochi dialoghi, a parlare sono le immagini (quelle di notte in blu sono una chicca meravigliosa)




fantastico: visto "un paio di volte"

Commenti

  1. Aspetto che esca su qualche canale streaming per riguardarlo in lingua originale e, soprattutto, con idee un po' più chiare, derivanti dalla visione pregressa. Nell'attesa, tra tre giorni, mi godrò finalmente il mio horror preferito al cinema: Videodrome!! (E grazie per la citazione!)

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    1. pure io non vedo l'ora di rivedere videodrome in una silenziosa e buia sala, con uno schermo gigante, io ho avuto la fortuna di vedere questo in lingua originale, seppur coi sottotitoli in italiano, ed è stato fenomenale, soprattutto Viggo con la sua tosse

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