Julie & Julia (2009) di Nora Ephron

vedere due traslochi cercando casa è divertente tanto quanto frustrante, ma il resto del film, con un pò di cibo, riesce a riappacificarti col mondo
recensione di Julie & Julia di onironautaidiosincratico.blogspot.it


Il film è la storia, anzi le storie, di due donne che cambiano casa e città, trovando nel cibo l'unico vero amico, l'unico sfogo di una vita fatta di frustrazioni, escludendo i due fortunati matrimoni.

I problemi dei film sulla cucina, come del resto quelli sullo sport, è il fatto che il vero protagonista non è mai la cucina, o lo sport, ma i protagonisti e le loro storie, cosa ottima se la sceneggiatura è scritta bene e la regia sa farci empatizzare coi personaggi; in questo caso i personaggi sono mediocri, seppur interpretati benissimo da un cast veramente veramente stellare, la storia è piuttosto banale e il film risente tantissimo di questi difetti.

Il difetto più grande rimane l'assenza della cucina, del cibo, delle ricette, delle preparazioni, delle ore spese davanti ai fornelli, dei fallimenti, degli errori: è tutto bellissimo, facilissimo e quelli che Julie chiama meltdown sembrano più i capricci di un bambino che vengono risolti dal bacino sulla bua di una mammarito talmente piatto e asettico che se in scena si fossero scambiati Stanley Tucci e Chris Messina il pubblico l'avrebbe notato solo per la pelata e il fascino infinito di Tucci che mette a repentaglio l'eterosessualità di ogni uomo non-gay del mondo.

Regista e sceneggiatrici donne, quasi tutte donne, attrici tutte donne (gli uomini sono solo dei complementi d'arredo nel film che devono incoraggiare le proprie, molto più valide e geniali compagne a perseguire i propri obiettivi, dimostrando al mondo la loro perfezione, innalzandole sul piedistallo della perfezione ad ogni occasione, lottando contro tutti e tutto per farlo); il problema di queste iniziative è che si dimentica di fare un bel film, pur di dire che ci sono tante donne o qualsiasi altra categoria o gruppo e quindi si scade poi in una narrazione autoreferenziale, autoassolutiva e autocelebrativa che in alcuni casi funziona, ma sono tanto tanto rari.

In mezzo al film si trova pure una velatissima e raffinatissima critica alla società contemporanea (forse non è percettibile l'ironia e il sarcasmo della frase tramite testo scritto, quindi è bene evidenziarlo): prima l'11 settembre e l'inutilità di chi prova a fare qualcosa ma è bloccato dai cattivi burocrati senza cuore, poi la politica americana brutta e cattiva che blocca i fondi alle spie che vogliono curare i libri e scriverne di nuovi, e poi le amiche cattive (nonostante la cattiveria Vanessa Ferlito è sempre bonissima) che pensano solo ai soldi e a fatturare perché sono schiave del dio danaro e non si staccano da quei maledetti telefoni (che però son bellissimi se permettono di leggere il blog della protagonista); una critica così banale e scontata, che non porta a nulla, come quella della relazione con quelli che oggi chiameremmo followers, che non ha assolutamente senso e allunga inutilmente il brodo (credo che mai metafora fu più azzeccata).

Tre piccolissime cose, che però fanno capire quanta professionalità sia stata messa nel film: in una scena Stanley guarda Streep mentre lei fa altro, abbozza un sorriso e poi torna a leggere le sue lettere o il giornale, in una maniera così naturale, spontanea, semplice che apre il cuore e fa sorridere ogni fibra muscolare del corpo di chi guarda; la scena del ballo al matrimonio per sfuggire alle discussioni sulla politica, le donne si sfiorano le braccia, in una specie di abbraccio danzante e gli uomini si stringono rapidamente la mano, è una cavolata, una stupidaggine, ma rende benissimo l'idea, con una scelta d'inquadrare il tutto dall'alto che smaterializza i personaggi e mette al centro le braccia e i gesti che compiono; ultima cosa, ma non per importanza, il parlare con la bocca piena, finalmente un film sul cibo dove non sembrano tutti usciti da un libro sul galateo del '700, pucciano le dita nelle ciotole, mangiano con le mani e soprattutto, come fanno tutte le persone normali del mondo, parlano con la bocca piena, sputacchiando e dicendo frasi incomprensibili.

Da vedere per una serata leggera e piacevole, merito soprattutto del cast perfetto: le due coppie sono fantastiche, la sorella arriva portando un altissimo raggio di sole, per il resto totalmente dimenticabile.




al posto di una recensione l'inquietantemente meravigliosa prova d'attrice della Streep nel reinterpretare e riportare a noi l'originalità della Child

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