Luca (2021) di Enrico Casarosa

per la prima volta, senza neanche volerlo, anzi senza averlo del tutto capito, ho visto un film insieme ad un gruppo di amici il giorno d’uscita, in streaming su Disney+ (grazie ad uno dei miei compagnetti di visione per averci messo casa, abbonamento al servizio di streaming, cuccioloni con disegni aberranti, patatine e cena); oltre a questo è stato piacevole tornare a vedere i film non più da solo, commentando con chi si ha intorno senza dover prendere una tastiera o uno smartphone; visto che mi è piaciuto il film, e mi è piaciuta la serata volevo far sì che ne rimanesse traccia
recensione di LUCA di onironautaidiosincratico.blogspot.it


come sempre, prima della recensione una breve presentazione di ogni partecipante (nome, età, occupazione, piatto preferito, città)


eRica: 29, donna, studentessa, patate, catania
GiGi: 32, uomo, dis-occupato, pasta alla norma e roba fritta e biscotti non lo so, riposto-milano
Pietro: 32, uomo, studentepartimeincercadilavorofulltime, pizza con kebab, catania




1. riassumi la trama in 140 caratteri


e: rivisitazione in pesto italiano della storia della sirenetta.

GG: Due giovani creature marine assai curiose cercano soluzione alle loro vite in un mondo poco conosciuto, abbastanza ostile e molto italiano.

P: via di mezzo, in salsa italiana stereotipatissima, tra sirenetta e pinocchio




2. film incentrato sulla diversità oppure film universale?


e: film universale perché le diversità ci sono ovunque, tutti abbiamo provato almeno una volta il desiderio di essere accettati o ci siamo sentiti “fuori posto”, chiunque può immedesimarsi nella storia in un modo o nell’altro.

GG: L’elemento del diverso è piuttosto importante, ma, oltre ad essere dei mostri marini, i nostri protagonisti sono dei comunissimi sfigati e a far scattare gli eventi sono dinamiche familiari che sono valide per tutti.

P: la diversità c'è, ed è sicuramente un tema importante, ma essendo questo una storia di formazione, quello che ci interessa non è l'essere diverso, ma l'accettazione di sé per potersi poi fare accettare, non solo come mostri marini, ma anche come sfigati, come ragazzini a cui piace la scuola o che preferiscono lavorare, dando importanza all'opinione di chi ci sta intorno, ma senza temerla




3. che ruolo ha la famiglia?


e: la famiglia combina cazzate nel tentativo disperato di proteggere i figli a tutti i costi, ma siccome stiamo parlando di un film Disney, alla fine gli errori vengono sempre perdonati, ci si rende conto che ci si vuole bene per come si è e che i rischi e gli addii sono parte della vita.

GG: Contento di non aver trovato lo stereotipo del padre padrone. Famiglia iperprotettiva, zii inquietanti. Il confronto con la precedente generazione inizia in scontro ma spesso nei film diventa occasione di crescita per tutti.

P: come nella realtà la famiglia genera problemi se c'è e vuole proteggere tutto e tutti, e genera altrettanti problemi se non c'è, come in tutto in medio stat virtus; allo stesso modo, alla fine, la vera famiglia è quella che ci scegliamo, che ci capita e che decidiamo di non mollare, per la quale siamo veramente disposti a lottare




4. come sono raccontati l’italia e gli italiani nel film?


e: non so se è perché non sono abituata a vedere personaggi italiani sotto forma di cartone animato, ma sembravano un po’ stereotipati nelle movenze, abbastanza esagerate, ma magari siamo così davvero visti da fuori! Più in generale, l’Italia sembra BELLISSIMA, i paesaggi, il mare, il sole, anche quando piove l’atmosfera non si incupisce molto; come popolo beh, non è che ci facciamo proprio una bella figura con il cattivo mafiosetto e il popoletto succube, anche se alla fine, al solito, siamo tipo quelli che accolgono tutti e ci si vuole tutti bene.

GG: Il film è un bellissimo omaggio al Bel Paese e alle terre della Liguria di cui ci mostra mare, colli e un cielo sempre splendidi. È ligure anche la Vespa, mito e simbolo di italianità che costituisce un elemento centrale del film. Caratteristici anche gli abiti, l’amore per il calcio, la pasta, i panini e una gestualità quasi esasperata (che ho comunque trovato curiosa e divertente). I personaggi sono abbastanza stereotipati, specie il cattivo di turno. Portorosso è un umile paese di pescatori, quindi ci troviamo davanti a degli uomini piuttosto semplici, ancorati nella tradizione, che comunque alla fine sanno superare i pregiudizi e riconoscere il valore della famiglia e dell’amicizia.
 
P: gli stereotipi ci sono tutti: dalla famiglia ai paesini, dalla VESPA PIAGGIO (sponsor principale di tutto quanto) al borghetto sul mare, dalle nonnine arrabbiate coi nipoti altrui alle nonne amorevoli e comprensive verso i propri nipoti; il fatto è che però questi stereotipi da dolce vita sono veri, o perlomeno affondano le radici in un oceano di realtà e casi molto simili, quindi in fondo son solo uno strumento in mano ad un regista che li conosce, li ama, e li sfrutta per raccontare facilmente un personaggio, una situazione: un pò come un compositore usa determinati accostamenti o strumenti per raccontare l'ansia o la gioia, allo stesso modo regista e sceneggiatore usano (usa in questo caso) lo stereotipo come strumento per raccontare e velocizzare l'empatia che abbiamo verso il protagonista e l'immedesimazione in una determinata situazione; un'aspetto però bisogna riconoscerlo a Casarosa: non ha usato un già pronto e collaudato piatto di SPAGHETTI AL POMODORO, ma ha azzardato delle trenette al pesto, con annesse patate e fagiolino, che magari faranno capire ai murricani come si cucina decentemente un piatto di pasta




5.conoscevi il corto LA LUNA dello stesso regista?


e: non lo conoscevo, ma l’ho recuperato… l’italianitudine è la stessa del film, ma anche l’atmosfera sognante e l’amore per lo spazio… a questo punto spero faccia altro al più presto!

GG: Si ispira a un racconto de Le Cosmicomiche di Calvino, scrittore che amo, e ne restituisce una versione incantevole per gli occhi. L’apertura del film Luca sui pescatori di notte così come l’interesse per le stelle e i baffoni me lo hanno ricordato.

P: visto all'epoca dell'uscita (sul canale pixar c'è tanta roba interessante) ed è veramente una preparazione a questo film, nonostante la tecnica sia diversa ci son molte tematiche e modalità di narrazione in comune (oltre al gigante buono), Calvino si nota forse più per l'assurdità raggiunta attraverso premesse normali e razionali, ed è forse questo il vero e profondo significato della fiaba e della narrazione "fantastica"




6.piaciuta la colonna sonora?


e: all’inizio non avevo riconosciuto la versione originale de “il gatto e la volpe”, temevo le avessero rifatte tutte… invece mi sono sbagliata! Hanno scelto le più famose tra le canzoni italiane, ovviamente, ma creano una bella atmosfera, e anche il resto è tutto molto azzeccato e per niente esagerato, la musica accompagna invece di forzare le emozioni provate dallo spettatore

GG: Grande mancanza “50 special” dei Luna Pop ma per il resto credo che le musiche siano state tutte abbastanza azzeccate.

P: Mina, Bennato e Morandi riescono a far diventare ancora più stereotipicamente italico il film, manca "50 special" ma forse il regista è emigrato troppo presto per poter apprezzare un giovane Cremonini, e di certo tutto il mondo non avrebbe potuto goderne; per quanto riguarda le musiche appositamente composte son tutte bellissime, semplici nonostante siano orchestrali, composte da Dan Romer che ha fatto un sacco di roba, ma non ho visto nulla di musicato da lui; cercando successivamente "Antonio of Italy" non sto riuscendo a trovare alcuna informazione specifica, ma spero di trovarla presto e aggiungerla qui sotto, sembra veramente interessante come personaggio






pixar è bravissima a fare promozione, al posto del trailer quindi uno dei millemila video promozionali del film


oltre al video si trovano pure immagini davvero davvero carine come recensioni superrapide, una di queste l'ha scovata il nostro ospite



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