Jojo Rabbit (2019) di Taika Waititi

recuperato finalmente, con soli 2 annetti di distanza; peccato che Taika sia conosciuto soprattutto per quella merdina di Thor e non per questi piccoli gioielli di vera arte cinematografica

recensione di JOJO RABBIT di onironautaidiosincratico.blogspot.it
come sempre, prima della recensione una breve presentazione di ogni partecipante (nome, età, occupazione, piatto preferito, città)
eRica: 28, donna, studentessa, patate, catania
Pietro: 32, uomo, studentepartimeincercadilavorofulltime, pizza con kebab, catania




Un film molto particolare, che riesce a far sorridere e riflettere sul periodo storico di merda che è stato quello del nazismo.

"1-2-3 svastica" è forse la cosa più divertente, insieme agli "hail hitler" sparati come se fosse un darsi il 5 di dodicenni, o un “yo bro” di finti rapper figli di papà; il tutto è una satira leggera e comica, ma per nulla banale, per un tema violento e angosciante (e si vede di brutto quanto la guerra faccia schifo), le critiche di chi lo reputi superficiale son fatte da gente che ha due lauree in storia del ‘900, e affronta tutto con serietà, e non ride mai, perché ridere è scurrile e da sciocchi, invece guardarsi un film di merda, che “però tratta un tema importante” allora va bene; il finale poi, è dolcissimo e straziante (pensando anche che forse la versione di Heroes che si sente sia QUELLA versione).

Forse perché è raccontata con gli occhi di un bambino, forse perché è raccontata bene, forse perché è raccontata in modo semplice e diretto.

Centodiciotto minuti (per fortuna non di più, come ultimamente ci stanno purtroppamente abituando ) dal punto di vista di JoJo, si vede la guerra secondo JoJo, Hitler secondo JoJo (Taika figlio di un’ebrea e un maori che interpreta Hitler "obbligato" dai produttori per poter mettere un amico immaginario così tanto scomodo e che obbligherà amazon a cambiare logo ad essere inserito in un film per ragazzi che in fondo è una specie di pinocchio moderno: una favola di crescita, di perdite e maturazione, di amore e evoluzione; ma al contempo è un film sulla propaganda e sulla narrazione, contorta, di sè e del “nemico”).

Il piccolo protagonista all’inizio del film è convinto di essere un vero nazista e parla spesso con “il suo amico immaginario Hitler” fino a quando l’incontro con una ragazza ebrea nascosta dalla madre, l’uccisione di quest’ultima e infine la sconfitta della Germania, non gli fanno aprire gli occhi.

Gli amici immaginari che finalmente tornano sul grande schermo (l’ultimo era stato quello di Donnie Darko), insieme agli amici veri che sembrano la versione bimba di Jack Black, e insieme alle grandi idee cartoonesche rendono il film godibilissimo per i ragazzini, ma diverntente anche per gli adulti: "qualcuno deve portare fuori i cloni", "magari ci son centinaia di ebrei nei muri", "una jack lo squartatore jesse owens femmina ed ebrea", "non siamo in uno stallo alla messicana, è solo uno stallo", "la cena è territorio neutrale, la tavola è la svizzera" e infine "condannata ad essere follemente attraente" (in giro si trovano pure critiche alla eccessiva beltà della Johansson e questo credo che, oltre all'invidia, non sia per nulla vero: intanto perché non si vede nulla se non le caviglie, e per uno specifico motivo, e secondariamente è normale che per fare un film si cerchi di rimpolpare il cast per avere qualche nome di richiamo sul cartellone, in più recita pure bene, ma davvero, quindi critiche senza senso, ma davvero).

Il film è ricco di musica, informazioni fantasiose su ebrei, russi e altri esseri mitologici, incidenti e situazioni più o meno buffe.

La canzone dei beatles in tedesco è meravigliosa, già alla prima scena; e poi giù con tutto il resto della meravigliosa colonna sonora del sempre ottimo Gioacchino.

Nonostante il film sia molto focalizzato sul protagonista, i personaggi “secondari” sono comunque tutti importanti e significativi: la madre (la splendida Scarlett Johansson) che essendo contro il regime nazista è la prima a far dubitare il figlio; la ragazza ebrea dimostra che non c’è differenza tra lei e una ragazza tedesca; l’amico paffuto Yorki ci ricorda che in guerra ci va anche chi è ancora troppo piccolo per restare concentrato sull’obiettivo e vuole le coccole; il capitano Klenzendorf rappresenta quelli che sono rimasti coinvolti per un motivo o per un altro e cercano di cavarsela e dare una mano come possibile, infine Fraulein Rahm assieme ovviamente all’ “amico Hitler” ci ricordano che le persone di merda, che mandano gli altri a morire senza rimorso, purtroppo esistono davvero… e questo non dobbiamo dimenticarlo mai.

Il cast è tutto perfetto: Taika Waititi, Thomasin McKenzie, Rebel Wilson, Scarlett Johansson, Sam Rockwell, Alfie Allen, Roman Griffin Davis; i bimbi su tutti (e qui ricorda un pò Wes Anderson), ma anche gli adulti son fantastici: su tutti Sam Rockwell e il suo capitano protogay che cerca di esprimere se stesso all'interno del regime più violento e repressivo del '900, cosa che si vede con le impiccagioni fatte contro i tedeschi, non contro gli ebrei con le corna o i russi che si scopano i cani e si mangiano i bambini. Regime che viene raccontato per come è stato davvero, pieno di ipocrisie, e donne che sfornavano 18 figli per la Nazione, pieno di comunicazioni false date a tutti e non solo ai bambini; bambini che poi venivano buttati in pasto alla guerra con le divise di cartone, pastori tedeschi, ma davvero pastori, presi e messi a combattere senza che nulla sapessero di guerra e utili solo a rallentare il nemico e far da tappo.

Detto questo il film è davvero un gioiellino, uno di quei film da far vedere nelle scuole, più volte, ad adulti e bambini, per far capire quanto la guerra facesse schifo, e quanto il trovare le differenze tra gruppi è stupido e inutile, e son più i punti in comune con l'altro, che quelli di distacco.





La recensione del Maestro, come sempre precisa, puntuale e onesta...

Commenti

  1. un film bellissimo, al cinema di più:)

    https://markx7.blogspot.com/2020/01/jojo-rabbit-taika-waititi.html

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    1. decisamente meglio in sala, come tutto il vero cinema, pensato proprio per la sala...purtroppo l'ho perso, e non ho avuto modo, due anni fa, di recuperarlo alle meravigliose arene estive... grazie sempre per leggermi e linkarmi il tuo fantastico blog (che leggo sempre, anche se commento poco)

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