Nell'anno del signore (1971) di Luigi Magni

procede la versione manfrediana del #martedìfilmdilunedì, alternato dalla visione della regina degli scacchi, che sta deludendo praticamente tutti i partecipanti, ma ormai che l'abbiamo iniziata la finiremo, intanto lunedì abbiamo iniziato la trilogia di Magni sulla Roma papalina, vediamo come procede: il primo è una pedata nel culo alla politica e alla chiesa romana, ma non solo

recensione di nell'anno del signore di onironautaidiosincratico.blogspot.it


Nella roma papalina due carbonari vengono scoperti a tentare di ammazzare un "collega" canterino, nonostante la vittima sopravviva all'attentato i due vengono condannati a morte da vescovi e capitani molto potenti che cercano di sedare il crescente malcontento tra il popolo.

Intanto sarebbe bello conoscere la storia, quella vera, che ci viene tramandata per mano di mastro Titta, il boia dell'epoca, e grazie alle sue memorie.

Detto ciò questo film, insieme a tanti altri dell'epoca, dovrebbe essere mostrato a chi oggi dice di fare satira, insultando la chiesa o gli ecclesiastici o i politici, per far capire loro che è possibile fare roba di qualità, pure con buoni attori, senza però che la parte politica (o presunta tale) rovini la godibilità di un'opera che è e deve rimanere di intrattenimento prima di tutto.

La storia qui incontra la Storia, oltre ai due carbonari anche gli altri personaggi son realmente esistiti, chiaramente a molti viene cambiato qualche connotato, caratterizzandolo ancora di più, rendendolo più riconoscibile e marcandone i segni dell'animo e dell'indole.

A questo proposito il cast, spaventoso e meraviglioso: Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Claudia Cardinale, Enrico Maria Salerno, Robert Hossein, Pippo Franco, già solo a leggere la lista risuonano nella testa tante interpretazioni magistrali, tanti personaggi memorabili e indimenticabili; ad ognuno Magni scrive un personaggio che sembra ritagliato perfettamente sull'attore e sulla sua fisicità, che forse racconta più delle parole dette.

Ad accompagnare le meravigliose immagini di Magni ci sono le musiche epiche del buon Trovajoli, sempre giuste nel momento giusto (anche nel finale, o forse soprattutto lì); finale che è perfettamente semplice, con l’inquadratura di piazza del popolo “di oggi” con le sue cinquecento parcheggiate, fino alla targa commemorativa, senza spiegoni o lungaggini, perché il cinema è maledetta narrazione per immagini.

Cast tecnico poco interessante: Mastroianni al montaggio, Ippoliti alla fotografia, Micheli alla scenografia, De Rossi (Grazia non Giannetto) e Mecacci al trucco.

Il film è ancora al trentesimo posto nei film più visti in italia, perché quando fai un buon film, con una buona storia, buoni attori e pure una buona regia (oltre ad un ottimo comparto tecnico in ogni sua parte) rimane un film godibile, anche a distanza di anni, e il successo arriva da sè.


Frasi memorabili in quantità industriale, da farsi tatuare su svariate e molteplici parti del corpo:

“I nobili fanno la rivoluzione come la caccia alla volpe, perché s'annoiano, mica perché je serve" 

“Voi sete l'omo più moderno de Roma, a mastro Ti', l'avvenire è vostro” 

“Dove sono i nostri cari romani?/Sono tutti con San Pietro.../in vincoli” 

“Qui a Roma gli unici a dormire siamo noi, che stiamo sempre svegli” 

“Loro credono, c'hanno un ideale... non so' mica come te o come me, che nun credemo manco al pancotto. Noi semo bòni solo a piagne' e a tribola'” 

“Fatte conto che li rimandassero liberi. Che direbbe 'sto popolo de còre? "Il padrone è buono; ti tira un po' le orecchie quando fai il matto, si capisce... ma, all'ultimo, è come un padre che perdona!" [...] Invece i morti pesano. Morti così, senza delitto, con una burla de processo, pesano più peggio, e, col tempo, diventano la cattiva coscienza del padrone...” 

“Buonanotte, popolo.” 

“parola d’ordine? AMBECIIIILLIIII!!!!” 

“ci sei stata a letto? no no...per terra”

e qui tutte le altre.


Qui la puntata di Hollywood Party che racconta il film, per chi non lo conoscesse è un meraviglioso podcast di rairadio3 (strano che la roba buona alla radio venga da lì, vero?) che racconta un film a settimana, oltre alla striscia quotidiana di informazioni e tutto il resto sul cinema.



al solito, finché dura, il film completo


qui pure la puntata de cinema alla radio che racconta il film, interessantissimo come sempre Ascolta "IL CINEMA ALLA RADIO del 03/11/2013 - NELL'ANNO DEL SIGNORE di Luigi Magni"

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