Frank (2014) di Lenny Abrahamson

il #martedìfilm a volte regala perle, piccole ma di certo non poco famose

recensione di FANK di onironautaidiosincratico.blogspot.it
come sempre, prima della recensione una breve presentazione di ogni partecipante (nome, età, occupazione, piatto preferito, città) 
 
eRica: 28, donna, studentessa, patate, catania
Pietro: 31, uomo, studentepartimeincercadilavorofulltime, pizza con kebab, catania
Giuseppe: 30, maschio, progettista, pastone di latte con nesquik e plasmon, Milano ripostese


Mi è piaciuta la scoperta, da parte del protagonista, di ciò che significa essere umili, imparare a vedere l'altro ed a volerlo comprendere, capire e, alla fine, rispettare. Molte volte è meglio riconoscere che una cosa è bene lasciarla così com'è, senza avere questa insensata sete, questa bramosia di dire e fare ciò che si vuole, intromettendoci in un contesto che non ci appartiene, che non necessita del nostro intervento e, anzi, al quale il nostro intervento risulterebbe null'altro che deleterio… Perciò ho stimato questa presa di coscienza del protagonista-spalla.. che riconosce il suo fallimento e che, per rispetto verso il vero e solo protagonista della storia, si defila e va via… 

Questo film è un po’ strano, forse perché racconta di pazzi, forse perché nel film quelli pazzi sembrano quelli che sono normali, forse perché c’è tanta musica particolare, non lo so, ma credo siano proprio le stranezze a renderlo particolare e molto bello. La storia comincia facendoci subito conoscere il protagonista (che poi, lo è davvero?), un wannabemusicistafamoso, che cerca in tutti i modi di scrivere canzoni decenti senza successo. 

La svolta: incontra una band di folli, compreso il Frank del titolo, che indossa sempre una grande testa finta. 

Il nostro protagonista vede nelle stranezze della band una miniera d’oro per fare visualizzazioni online e ovviamente rovina tutto alla ricerca della fama a tutti i costi. 

Il film ha un lieto fine e ci insegna tanto: il rispetto per gli altri e per la diversità, il fatto che le malattie mentali capitano come le malattie “non mentali” a chiunque e non solo a persone traumatizzate con storie drammatiche, che la creatività non è solo sofferenza e che ad inseguire la fama a tutti i costi non si ricava niente di buono.
 

La pigrizia, torna, potente e sempre più folle:
  • storia di un aspirante musicista wannabe influencer, quasi antelitteram (visto che il film è del 2014)
  • Frank è un genio, ma anche un disadattato, e questo si vede in ogni scena, dove non si sa se ridere di lui o compatirlo per quel che sta passando (spesso a causa sua)
  • la storia è autobiografica: lo sceneggiatore e regista è stato il tastierista di Frank Sidebottom (caso umano molto simile a Frank non solo per il nome)
  • Frank è il simbolo dell'arte e dell'artista mentre Jon è la mercificazione di tutto, provando a vendere la qualsiasi, per pochi euri o qualche views
  • bisogna suonare o bastano le mura dei social? (in questo periodo è una domanda più che legittima)
  • cast meraviglioso: spettacolare maggie gyllenhaal, ingenuo e voglioso domhnall gleeson e potente quanto fragile michael fassbender (che riesce a raccontare tutto senza usare la faccia, anzi usandone una finta)
  • leggera nei toni, forte nei contenuti (non credo sia un film sui problemi psicologici, ma più sulla debolezza umana, e sull'arte)
  • musica spettacolare e dolcissima
  • un triste, seppur divertito, racconto della società contemporanea e di tutte le sue idiosincrasie sociali che la pervadono e la distruggono da dentro
  • bel film sull'amicizia e sull'anticonformismo, raccontata in maniera amicale e anticonformista




il trailer

la rece del sommo Frusciante (a 10:04)

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