Bombshell (2019) di Jay Roach

pompato a manetta da Primevideo, parla di un argomento di politica ancora caldo e visto che ci avviciniamo alle politiche miricane ci è sembrato un buon modo per fare infotainment...
recensione di bombshell di onironautaidiosincratico.blogspot.it

come sempre, prima della recensione una breve presentazione di ogni partecipante (nome, età, occupazione, piatto preferito, città)


eRica: 27, donna, studentessa, patate, catania
Pietro: 31, uomo, studentepartimeincercadilavorofulltime, pizza con kebab, catania


Che sia una storia vera, un po’ romanzata, viene sbattuto in faccia allo spettatore non appena il film inizia, a dimostrazione della poca attenzione del pubblico (prima si sarebbe messo alla fine, ora è meglio specificarlo fin dall'inizio, così da non avere problemi con gli analfabeti funzionali presenti in sala o davanti allo schermo).

Dai trailer mi aspettavo un film leggermente diverso, un po’ più leggero, forse, e meno “americano”. Invece il film è americanissimo, nella storia, nei personaggi e nel modo di raccontare tutto.
inizio didascalico, ma utile e ben fatto, mentre il resto del film è fastidiosamente didascalico: il problema non è spiegare o fare capire allo spettatore, quanto farlo con un finto interesse artistico nel raggiungere il fine. 
Cast esagerato: John Lithgow e Malcolm McDowell per i cattivi, Margot Robbie, Charlize Theron (anche produttrice) e Nicole Kidman per i buoni; gli uomini spaventosamente somiglianti, ma anche la Theron non scherza, mentre per la Kidman si vede troppo la plastica in faccia e si va di trucco e parrucco (quando risponde al telefono e le si vede la mano sembra sia quella di uno zombie: totalmente rattrappita e scheletrica).
Tutti scelti e truccati alla perfezione! Io Charlize Theron per i primi secondi non l’avevo neanche riconosciuta…
I fatti sono di un anno precedenti al #metoo del colpevole Weinstein, mentre il film è di un anno prima delle presidenziali del 2020. La presenza di Trump e il continuare a ripetere quanto sia impossibile e impensabile che diventi presidente sono forse un modo per esorcizzare il sempre più probabile secondo mandato, nonostante, non ne sembrano molto convinti: il film ricorda come Fox sia stata causa anche del successo di Trump, dell’incremento della sua popolarità nella strada verso la casa bianca, senza però attaccarlo più di tanto, nè evidenziare come il suo atteggiamento sia stato, sia e, molto probabilmente, sarà misogino più di quanto non abbiano fatto Roger Ailes e Harvey Weinstein.
All’inizio del film Trump sembrava quasi uno dei protagonisti “cattivi”, mentre poi svanisce nel nulla, tutte le accuse che gli si muovono contro vengono come cancellate semplicemente spostando l’attenzione da un’altra parte. 
Il personaggio di Kayla, inventato (e si vede per la sua decisione finale), dovrebbe servire a chiarire, se non fosse abbastanza lapalissiano chi sia l’orco e chi la vittima, i ruoli e i fatti (che sicuramente il pubblico americano conosce decisamente meglio del resto del mondo).
Sicuramente ad essere condannato è il molestatore (e meno male!!!), però secondo me il film lascia trasparire un po’ di “rimprovero” (passatemi il termine) verso le arriviste che sono disposte a tutto per il successo… o magari anche solo nei confronti di quelle che hanno taciuto per i propri interessi.
Jay Roach regista di Austin Powers, Trumbo e Mi presenti i tuoi, produttore di Bruno, Borat e 50 volte il primo bacio non è nuovo ai film “politici” e riesce anche stavolta a raccontare il suo punto di vista in maniera quasi documentaristica anche se alcuni zoom e inquadrature a mano “da reality” (quello che io dico che è “americano”) si sarebbero potute abbondantemente evitare.
La scena dell’ascensore sembrerebbe quella di formazione di una squadra, gli sguardi che si incrociano per poi tornare sul pavimento, chi per paura chi per riflettere su cosa fare, sembrano la preparazione di un’unione che in realtà non si forma mai nel film, neanche alla fine quando le due protagoniste dell’indagine si incontrano.

Una delle poche cose non scontate o didascaliche del film...



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