1917 (2019) di Sam Mendes

peccato averlo visto in casa e non in sala, la potenza un pò si perde, soprattutto per l'audio secondo me, ma meno male che c'è Prime che permette di recuperare queste meraviglie...
recensione di 1917 di onironautaidiosincratico.blogspot.it

come sempre, prima della recensione una breve presentazione di ogni partecipante (nome, età, occupazione, piatto preferito, città)

eRica: 27, donna, studentessa, patate, catania

Pietro: 31, uomo, studentepartimeincercadilavorofulltime, pizza con kebab, catania


Non credevo che avrei avuto qualcosa da dire sul fatto dell’ “unico piano sequenza”, pensavo fosse un dettaglio tecnico, una specie di esercizio di stile utilizzato solo per far vedere quanto loro sono bravi a fare i film in modo difficile… e invece questa cosa la si percepisce tanto, ci si sente incredibilmente coinvolti, immersi, in balia della telecamera che si muove freneticamente o che sta immobile per un momento, trattenendo il respiro, come faremmo noi stessi in quella situazione.
Al contrario io penso invece che il piano sequenza non dia nulla di più e rimanga un'esercizio di stile accoppiato ad una forte presa sulla campagna di marketing che è stata fatta sul tecnicicsmo (tra l'altro strano, visto che già in questo e questo caso era stato dimostrato come fosse fattibile, senza chiaramente dover scomodare IL maestro); detto questo i movimenti di macchina sono estremamente coinvolgenti, e tutto l'impianto (dalla fotografia del sublime Roger) e delle luci è qualcosa di fenomenale e decisamente fuori dalla norma per un film di guerra costato "appena" 90 milioni di dollari (nonostante le palesi ispirazioni a "Orizzonti di gloria", "uomini contro" [da cui riprende i mostrinati molto più umani e sporchi di quanto non ci abbia abituato il classico cinema americano sulla guerra] e "jarhead" [quest'ultimo prende anche tanto da "il signore degli anelli" soprattutto nella lotta di due semplici contro il gigantesco e sterminato nemico {e a proposito di Jackson pure lui racconta la storia del nonno nel suo "They Shall Not Grow Old"}]). L'unico piccolo difetto, se così si può chiamare, è che sembra tutto coreografato: i movimenti dei protagonisti il alcuni casi, e spesso quando si tratta delle comparse nelle scene campali, sembrano (perché lo sono) estremamente studiati e utili al fine di far avvenire quel che serve alla narrazione (per non parlare della morte di un personaggio, che implica chiaramente l'impossibilità della morte di un altro).
Per quanto riguarda la storia riesce a raccontare la Storia per come è stata vissuta dai singoli individui coinvolti: vediamo solo un pezzetto infinitesimo del quadro generale, ma tanto basta per farci sentire quanto la guerra facesse (fa, e farà sempre) veramente schifo.
Altra cosa che riprende, e pure parecchio, dai migliori film sopracitati sulla guerra: la meravigliosa beltà di quel che vediamo non intacca in alcun modo la puzzolenta orripilanza della guerra, del dover combattere l'altro (che poi tanto altro non è), del dover ammazzare chi ti ha appena salvato la vita.
Un altro aspetto che mi ha colpita è che nonostante l’avventura dei protagonisti abbia un che di “viaggio eroico”, in realtà è tutto molto “umano”, non c’è un’esaltazione epica dell’impresa sostenuta quanto uno sguardo realistico su quanto gli essere umani possano essere estremamente forti e estremamente deboli.
Qui il tempo è fondamentale, la storia con la S maiuscola si riduce ad una trentina di ore, quindi l'epicità viene sacrificata pur di raggiungere l'obiettivo (cosa che non fa Nolan nel suo Dunkirk dove il tempo e il suo scorrere e intrecciarsi supera la Storia, diventando il vero e unico protagonista); l'obiettivo stesso è quello di salvare un fratello, non di distruggere il nemico o fare qualcosa di eroico: in fondo se ne salverebbero altri 1600, ma fondamentalmente si parte per il fratello. L'umanità della storia è dimostrata da tre piccoli particolari: l'invidia pure per i topi tedeschi, pure quelli più grandi; la presenza frequente di corpi morti e smembrati, mostrati per quel che sono; e ultimo, ma non meno importante, anzi, la canzone di guerra cantata prima dell'attacco: qualcosa di molto simile a misty mountain (ed è un altro richiamo al neozelandese dai piedi pelosi) che se da un lato mostra qualcosa di epico e lontano da noi, dall'altro lo attacca e lo inchioda al periodo e al luogo dove si svolge tutta l'azione (avvenuta in francia ma girata tutta in inghilterra).
Concludo dicendo che è proprio un bel film da vedere, si viene catapultati per due ore nel passato e ci si dimentica dei problemi di oggi.
Nonostante il film sarebbe dovuto uscire nel 2017 per cadere nel centenario degli eventi raccontati, è di una attualità incredibile, non tanto per l'abilità del regista/sceneggiatore nel raccontare problemi universali, quanto per l'incapacità dell'uomo di porsi nuovi e reali problemi, ma nel continuare a perseverare nei vecchi, ripetuti e già dimostrati inutili problemi di sempre. Ultimo appunto al cast: perfetti i ragazzi, tutti, ognuno nel suo ruolo semplice e chiaro, ma con delle sfumature che regalano dialoghi reali e realistici; ma meravigliosi anche i "big" che da Firth a Cumberbatch passando per Strong fanno delle ottime parti, senza però essere ingombranti o rubare la scena, ma illuminando con le proprie doti il film.




un making of di quelli belli unica recensione decente in italiano; basta dare un'occhiata qui per vedere quanta merda c'è sul tubo italico, purtroppo... una piccola lezione sul montaggio e sul funzionamento del finto piano sequenza unico

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