Trois couleurs (1993/1994) di Krzysztof Kieślowski

tre film, tre cast, un unico regista, tre colori, una magistrale e gigantesca lezione di cinema
recensione di tre colori film bianco film rosso film blu di onironautaidiosincratico.blogspot.it 

come sempre, prima della recensione una breve presentazione di ogni partecipante (nome, età, occupazione, piatto preferito, città)


eRica: 27, donna, studentessa, patate, catania
Pietro: 31, uomo, studentepartimeincercadilavorofulltime, pizza con kebab, catania


1. riassumi la trama in 520 caratteri (essendo tre film son 140 a film)

e: I tre film incrociano appena i loro cammini: il primo parla di una donna che ha perso marito e figlia in un incidente, il secondo di un amore vendicativo e della rinascita di un uomo, il terzo di incontri strani tra persone strane che sembrano sapere troppo.

P: tre colori, tre storie d’amore, tre drammi sempre più surreali, che si sfiorano, finendo per diventare una sorta di trattato sociologico sull’umanità e sul modo che ha di rapportarsi con sé stessa




2. film incentrato sulla borghesia oppure film universale?

e: in ciascun film c’è qualche riferimento a ricchezza/benessere contrapposti a situazioni di difficoltà economiche, non li definirei film universali però, perché comunque le difficoltà presentate sono o temporanee o di carattere secondario alle tematiche principali. Per intenderci, i protagonisti sono tutti arricchiti/benestanti, i loro sono problemi relazionali con altre persone, relazioni sempre strane, ai limiti del surreale, perciò più che universali li definirei più “astratti”, o qualcosa del genere.

P: son tutti film con protagonisti borghesi, con le loro perversioni e problematiche,




3. che ruolo ha la famiglia? 

e: la famiglia è sempre causa di problemi in qualche modo, sia che la perdi, sia che ce l’hai: infatti i rapporti di coppia e con altri membri della famiglia sono sempre conflittuali e il lutto o il divorzio diventano problemi insormontabili.

P: la famiglia è l’origine dei problemi, la causa prima e ultima di ogni difficoltà che si deve affrontare nella vita




4. la differenza tra i vari colori è percepibile e implica qualcosa anche nella narrazione? 

e: la differenza si percepisce eccome, nel senso che proprio visivamente il colore che dà il nome al film è predominante. Non credo che la narrazione cambi però, credo piuttosto che i colori corrispondano un po’ al tema principale di ciascun film, io l’ho interpretato così: blu/tristezza, bianco/rinascita, rosso/amore. (in realtà wikipedia dice che Le pellicole sono ispirate ai tre colori della bandiera francese e anche ai tre ideali rivoluzionari da essi rappresentati: blu-libertà, bianco-uguaglianza e rosso-fratellanza. NDR)

P: i colori sono presenti nel film, ma in tutte e tre le opere in maniera diversa, rimanendo comunque un fil rouge per tutti e tre i film; a livello narrativo non credo si percepisca una differenza tra le tre opere, rimanendo specificatamente e chiaramente kielowskiano




5. cast adeguato o cambieresti qualcuno? 

e: cast appropriati per tutti e tre i film, belle donne, uomini brutti, uomini belli… tutto dove serve, quando e come serve.

P: come dice la buona Erica qui sopra, tutti giusti al posto giusti: nessuno di particolarmente bello o memorabile, son persone normali interpretate da grandi attori (Julie Delpy, Juliette Binoche, Jean-Louis Trintignant), con comprimari altrettanto bravi e in parte




6. i tre film vanno visti insieme, nell’ordine di uscita, o hanno valore anche da soli? 

e: sono apprezzabilissimi anche da soli o visti in ordine sparso, i riferimenti reciproci sono piccoli e non danno niente di più che un sorriso per averli colti.

P: i film sono tutti indipendenti, non hanno un ordine preciso se si vogliono vedere insieme: sono una perfetta antologia della sofferenza umana e dell’amore, quello vero, spesso sbagliato e perverso







qui sotto un paio di making of, interviste e masterclass del regista  

le recensioni del frusciante (bisognerebbe iscriversi al suo patreon per fargli recensire il bianco

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