Hauru no ugoku shiro (2004) di Hayao Miyazaki

col #martedìfilm si viaggia ormai, e si torna in oriente, sperando un giorno di poter completare la filmografia di Hayao, anche se la speranza che ne faccia uno nuovo rimane, e mi sa che ce la porteremo tutti nella tomba...
recensione de il castello errante di Howl di onironautaidiosincratico.blogspot.it
come sempre, prima della recensione una breve presentazione di ogni partecipante (nome, età, occupazione, piatto preferito, città) 
 
eRica: 27, donna, studentessa, patate, catania
Danilo: 34, uomo, autista, pizza, catania
Pietro: 31, uomo, studentepartimeincercadilavorofulltime, pizza con kebab, catania




Non sono un’appassionata di cartoni giapponesi, ed è forse per questo che ogni volta che ne vedo uno mi sento di non cogliere appieno le volontà comunicative dell’autore. In particolare i film di Miyazaki li trovo molto profondi e complessi, con un’aura tutta loro che, mi dispiace dirlo, sento veramente molto distante. Con questo non voglio dire che non mi siano piaciuti i film che ho visto… Dopo questa premessa inutile, parlo de “Il castello errante di Howl”. Sono presenti tanti elementi caratteristici come il volo, la mostruosità, la magia, un personaggio pucciosino, la vecchiaia… I personaggi non sono categorizzati in buoni e cattivi come siamo abituati a fare in occidente, ma è tutto un po’ mischiato, rendendoli incredibilmente sfaccettati e particolari ai nostri occhi (nonostante sia “solo” un cartone si ci può mettere dentro la qualsiasi, anzi proprio essendo un cartone si ha ancora più libertà, potendo creare personaggi che sono una cosa e una cosa sola, in maniera chiara ed estremamente espressiva). La protagonista, Sophie, ha un carattere forte, molto posato ma anche impulsivo quando necessario; quando viene trasformata in vecchietta (sembra quasi Yubaba) non si lascia scoraggiare e comincia la sua avventura con grande maturità (che aveva già da prima, mica perché ora è vecchietta!) la sua reazione sembra spinta da uno di quei libri di autoaiuto che ti dicono “non puoi cambiare quel che è successo, ma puoi di certo influire su come reagirai alla cosa”. La storia d’amore, se così la vogliamo chiamare, non è per nulla sdolcinata (al solito, non all’occidentale coi cuoricini e le risatine e i fiorellini), ma anzi è la forza motrice che spinge i personaggi a prendere decisioni importanti per proteggersi a vicenda “l'amor che move il sole e l'altre stelle”, il problema non è la banalità del tema (l’amore che vince su tutto e muove tutto) ma il modo in cui si narra questo tema, la maniera in cui i personaggi interagiscono tra di loro e soprattutto il fatto che questi personaggi non stiano salvando il mondo, ma semplicemente aiutando un amico, o raggiungendo l’amata/o e basta. Come dicevo all’inizio, non ritengo di aver capito tutto del film, ma su tutto ho visto un invito alla gentilezza verso l’altro (che sia un demone, una strega cattiva, uno spaventapasseri sconosciuto o un cane pesante...); siate gentili e determinati, grandi insegnamenti per migliorare il mondo, ma veramente, coi piccoli gesti di ogni giorno.

Altro film di Miyazaky che riesco a recuperare grazie al martedì cinema anche questo, come gli altri suoi lavori, è molto particolare anzi, mi è sembrato il più surreale di quelli che ho avuto il piacere di vedere finora, nella filmografia di Miyazaki il reale e il fantastico si fondono, spesso in maniera così tanto naturale da risultare realistico: la magia c’è, tutti lo sanno, nessuno si nasconde (tranne il meraviglioso Markl), il tutto ambientato in città anch’esse fuori da ogni possibilità umana, ma perfettamente plausibili, e che dimostrano i vizi dell’abitare moderno e del vivere di un uomo che pensa solo a sé e non alla natura
Ci sono dentro tantissimi elementi molto differenti fra loro ma che stranamente riescono a coesistere nella storia raccontata. Non si può non provare simpatia (o forse quasi affetto) per il demone Kalsifer, e il fatto che sia un demone ci fa ritornare alla distinzione mai netta fra bene e male che c'è nei film di Miyazaky (e più in generale nelle produzioni Giapponesi), la vera e più profonda distinzione tra orientali ed occidentali, nella vita come nella finzione, è l’assenza, per i primi, di una dicotomia netta tra buoni e cattivi; questo rende la narrazione più interessante: bisogna scoprire da che parte stanno i vari personaggi, chi sono e perché lo fanno (a dispetto dell’animazione occidentale, o dei cinecomics dove tutto è stabilito fin dall’inizio). Un'altra cosa che ho notato (a mio parere) è che non si Riesce bene a distinguere chi sia il vero protagonista del film: Howl è nel titolo, ma Sophie e gli altri forse si vedono per per più tempo del presunto protagonista oltre ad essere ben approfonditi, anche il castello ha un ruolo centrale, così come lo stesso Kalsifer. Il lieto fine poi è sempre apprezzato.

L’antimilitarismo di tutta la pellicola, insieme all’amore (vero) per la natura e per il volo, e tutta una serie di soluzioni fantasiose e fantastiche, rende la pellicola una perfetta sintesi di quel che è l’ideologia di Hayao, il suo modo di narrare che torna e si ripete, cambiando sempre punto di vista, nonostante racconti sempre la formazione dei personaggi e del loro amore. Sullo sfondo di tutta la nostra storia una dimostrazione di quanto il potere, il potente, sia sempre e comunque una merda, a prescindere da quale posizione ricopra. La musica poi ha un ruolo molto più che di sottofondo o di accompagnamento: è parte integrante della narrazione, senza mai entrare di botto o coprire l’evolversi della storia e lo scorrere delle immagini; Hisashi crea delle musiche che comunicano senza mai infastidire, senza mai andare oltre quello che è il suo ruolo e la sua funzione. 

Come sempre i film di Miyazaki più che parlarne bisogna vederli, e tutti, la loro potenza supera il tempo e lo spazio, diventando universale, narrando una storia di formazione, non necessariamente per bambini, ma consigliatissima alle nuove generazioni (visti i messaggi che veicola). 
 
Menzione d'onore al cane baffuto che sembra un'incrocio tra Braccobaldo e Pippo Baudo triste, best personaggio, di un pelo superiore a Calsifer.






qui una recensione dell'immenso Frusciante qui invece il primo video dell'audiolibro e qui, visto che se n'è parlato, le migliori colonne sonore di Hisashi/Gibli

Commenti