Cadaveri eccellenti (1975) di Francesco Rosi

nonostante la fine della quarantena il #martedìfilm continua a mietere consensi e a trovare genti disposti a recensire film che raccontano l'italia, quella vera, quella che ancora esiste ed è di fronte agli occhi di tutti, ma che tutti continuano e non vedere e non voler neanche raccontare nelle opere di finzione (tolti le mosche bianche di Saviano e pochi altri, estremamente incompresi)
recensione di cadaveri eccellenti di onironautaidiosincratico.blogspot.it
come sempre, prima della recensione una breve presentazione di ogni partecipante (nome, età, occupazione, piatto preferito, città)


eRica: 27, donna, studentessa, patate, catania
Angelo: 29, uomo, studente, lasagna, linguaglossa
Pietro: 31, uomo, studentepartimeincercadilavorofulltime, pizza con kebab, catania


Uno di quei film che andrebbero proiettati nelle scuole superiori. Sconosciutissimo, ma bisognerebbe che laggente lo capisse, perché oggi al cinema funzionano cartoni animati per dementi, film con gente in mutande che “salva il mondo” e puttanate stupide che si nascondono dietro la commedia per non dire quanto son stupidi.
I temi trattati sono agghiaccianti perché rispecchiano senza filtri, e con una semplicità quasi disarmante, la situazione politica/giuridica italiana dei piombosi anni'70 , che credo mai abbastanza son stati raccontati dal nostro cinema, soprattutto dal cinema “commerciale” (orrida definizione, ma chiara e semplice). Brogli e oscure trame, come d'altronde è realmente farcito il nostro bel Paese, vengono districati dall'eroe solitario di turno, che contrariamente alle belle favole a lieto fine, viene spazzato dal ciclone dell'omertà e della cospirazione.
Anche un’ignorante come me si accorge che questo è un film fatto bene! Intanto il realismo è impressionante, si nota proprio una particolare cura nei dettagli di normalità. A me è piaciuta molto l’aria da poliziesco, con le morti sospette, gli indizi, le indagini tutto ciò si sposa molto bene con la profonda critica agli “intrallazzi” politico-mafiosi; un po’ di macabro e i paesaggi siciliani che sanno di familiare sono la ciliegina sulla torta , i chiari riferimenti alle città siciliane, senza però quasi mai nominarle, rende praticamente universale il film, e lo spinge anche fuori dal tempo (è chiaramente inserito nel suo tempo, negli anni di piombo che già calavano sull’italia e che avrebbero reso quel periodo memorabile ma quasi dimenticato dagli artisti italici) però al contempo raccontando benissimo il tempo nel quale è inserito, anticipando quello che sarebbe successo di lì a una ventina d’anni, immaginando (non che ci fosse bisogno di questa gran immaginazione) una “trattativa” che era più un semplice incontro tra interessi che una vera e propria trattativa . Ho avuto l’occasione di vedere un altro suo film, e la sua critica è sempre pungente e realista, dev’essere uno bravo questo qua! “Questo qua” è uno che ha fatto della denuncia di schifi vari, in giro per l’italia, la sua firma: tutto il suo cinema è amore verso una nazione che non ama sé stessa e il suo popolo, e di un popolo incapace di reagire di fronte alle difficoltà.
P.S. una menzione speciale va all’attore gatto che ha interpretato alla grande la parte dell’avvelenato. Sugli attori, oltre al gatto avvelenato, credo basti elencarli per capire con chi era abituato a lavorare Rosi: Tino Carraro, Max von Sydow, Fernando Rey, Tina Aumont, Marcel Bozzuffi.





il bello di questa serie di film visti col #martedìfilm è che si trovano tutti "aggratis" sul tubo, venghino signori venghino e quando si può, si ascolta il Sommo dire la sua, purtroppo brevemente, su questo capolavoro

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