Blue velvet (1986) di David Lynch

il #martedìfilm continua, imperterrito, che siano fase una, due o cinque niente può fermarci: neanche il meraviglioso, incomprensibile, cinema di Lynch [si consiglia di leggere la recensione con questa in loop in sottofondo]
recensione di velluto blu di onironautaidiosincratico.blogspot.it
come sempre, prima della recensione una breve presentazione di ogni partecipante (nome, età, occupazione, piatto preferito, città) 
 
eRica: 27, donna, studentessa, patate, catania 
Danilo: 34, uomo, autista, pizza, Catania
Luigi: 31, uomo-giraffa, indeciso procrastinatore seriale, foglie da te (almeno per oggi)
Pietro: 31, uomo, studentepartimeincercadilavorofulltime, pizza con kebab, catania


Ammetto di aver guardato il film un po’ distrattamente, dovendo completare un progetto da presentare l’indomani.
Excusatio non petita, accusatio manifesta (non c’entra nulla, ma mi piaceva citarla qui questa frase) Nonostante la poca attenzione alcune cose mi hanno comunque colpita. Banalmente, mi ha fatto piacere riconoscere due degli attori protagonisti(Kyle MacLachlan e Laura Dern), molto giovani rispetto a quando “me li ricordo” io. La canzone Blue Velvet, che fa da tema musicale, si ripete per tutto il film senza nessun fastidio sullo spettatore, anzi, diventa quasi un motivetto familiare e piacevole. La canzone è titolo e tema principale, il velluto ha pure un ruolo nella narrazione, quindi ci sta tutta, più volte e in più versioni. La trama un po’ poliziesca, un po’ thriller riesce a tenere alta l’attenzione (anche la mia che lavoravo ad altro); in più la forte componente sessuale, piena di strane cose, spinge proprio a cercare di capire cosa diavolo sta succedendo. Ancora più d’impatto oggi certe scene, visto che ci siamo disabituati a vedere corpi completamente nudi sullo schermo, soprattutto quando non strettamente legati al sensuale/erotico: penso alla scena dove Dorothy viene trovata completamente nuda, in evidente stato confusionale, sul vialetto di casa di Jeffrey; è molto più tabù il sesso oggi che non nel 1986, soprattutto per un artista vero come Lynch, che non usa un corpo nudo semplicemente per fare il trasgry, ma per raccontare qualcosa...nonostante un bel culo, che sia maschile o femminile, non dispiaccia mai. I personaggi mi sono parsi abbastanza verosimili e caratterizzati, anche se il contesto sembra un po’... esagerato? direi surreale. Non saprei. Ultima considerazione riguarda il fatto che anche all’epoca la polizia era rappresentata un po’ incompetente, alla fine il ragazzo rischia la vita solo perché la polizia deve fare le cose a modo suo, va. La polizia è incompetente, non avremmo tutta la serie di casi irrisolti che ci sono in giro, la delinquenza galoppante o l’evasione fiscale a questi livelli spaventosi se così non fosse: il problema della stragrande maggioranza di chi ha il potere è che si sente superiore a chi gli sta intorno, quindi non disposto ad ascoltare, né mettere in discussione i propri dogmi.
Più di 10 anni fa un ragazzo complottista dall'avatar mascherato mi consigliò di guardare Strade Perdute e ha fatto bene, nonostante il complottismo. Fu il mio primo approccio al cinema di Lynch, non capii probabilmente nulla allora eppure mi piacque credo questa sia la migliore sintesi del cinema di Lynch.
Mi sono avvicinato a Velluto Blu con interesse ma anche con il timore che potesse essere un film altrettanto difficile e invece si è rivelato un thriller piuttosto piacevole e abbastanza semplice (ammesso che sia riuscito a capirlo sul serio
umiltà o autoinsulti?) da seguire.
Nonostante il genere ho trovato singolare che non si raggiunga mai un livello di tensione alto a tal punto da spaventare veramente lo spettatore, vuoi per le canzoni nostalgiche che spesso accompagnano momenti di violenza o per la natura quasi comica e irrealistica
direi più surreale, come sopra di alcuni tratti dei personaggi e situazioni che rendono tutto più ovattato.
La stessa città di "Lumbertown" (città del legname) dove le ore del giorno sono scandite dall'abbattimento di un albero sembra quasi uscita da un fumetto
, tutto sembra un fumetto: i personaggi son caratterizzati come quelli su carta, idem la storia (reale ma non plausibile) e le reazioni dei personaggi.
Vince invece e viene premiata la curiosità del protagonista e dello spettatore che lo accompagna fino alla risoluzione del mistero.
Convincente la performance degli attori, a mio avviso menzione particolare per l'interpretazione di Isabella Rossellini (la seducente cantante Dorothy) e David
(in realtà sarebbe Dennis, ma David ci sta pure) Hopper (il criminale Frank) che ricoprono dei ruoli piuttosto difficili.
Sento di aver trovato in Velluto Blu un bel film che mi ha fatto venire voglia di scoprire di più del lavoro di Lynch
, mi sembra il minimo.
Che paaaalle comunque..
 

Per me è stato il primo approccio ai lavori di David Lynch (meglio tardi che mai), mi ha sempre incuriosito la sua personalità fuori dalle righe e volevo vedere come si esprimeva attraverso i suoi lavori. L'atmosfera dell'intero film ha quel qualcosa di surreale, nonostante tutta la trama è più verosimile di quanto si pensi. I personaggi sono tutti intriganti, sia i principali che quelli di "contorno" (menzione particolare per quello di Dorothy).  Il brano che da il titolo al film è onnipresente e accompagna la visione fino all'epilogo. La visione mi ha lasciato un'ottima impressione (nonostante debba ammettere che purtroppo in alcuni frangenti la visione è stata un po' distratta) e al più presto andrò a recuperare altre creazioni di Lynch.

 



come sempre, finché disponibile, il film completo sul tubo per chi volesse c'è pure in superfullaccaddì però il lingua originale e in versione estesa qui una minimonografia del sommo maestro sull'altro sommo maestro

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