The Dead Don't Die (2019) di Jim Jarmusch

recuperando, troppo tardi, e purtroppo non in sala vista anche la fottuta pandemia, l'ultimo (capo)lavoro del buon Jim, cosa che mi ha spinto a cercare di finire la sua filmografia, o almeno portarmi in pari
recensione di I MORTI NON MUOIONO di onironautaidiosincratico.blogspot.it
come sempre, prima della recensione una breve presentazione di ogni partecipante (nome, età, occupazione, piatto preferito, città)

eRica: 27, donna, studentessa, patate, catania
Fabrizio: 30, uomo, ingegnere, pasta, torino
Gaetano: 31, uomo, consulente, spaghetti alla carbonara, Milano
Pietro: 31, uomo, studentepartimeincercadilavorofulltime, pizza con kebab, catania


Se per te che leggi “lento” è un aggettivo dispregiativo per un film evita di perdere tempo a finire questa recensione e non guardare il film, inutile che le tue pupille si posino su tale arte, vai a guardare roba Disney sul loro nuovo canale succhiasoldi, o cercati qualche commedia all’italiana degli ultimi 20 anni che magari capisci pure di che parlano, con quella bella voce off alla fine che spiega tutto se non fosse abbastanza didascalico e prevedibile.
Comincio col dire che a me è piaciuto un sacco. è un film che non si prende sul serio ma che al tempo stesso dimostra tanta attenzione per i particolari, riuscendo a coniugare un messaggio profondo a toni scherzosi e surreali di un film CON gli zombie (e non SUGLI zombie). Gli zombie infatti sono solo un mezzo per creare il set surreale/drammatico e per scherzare sul fatto che la mattina prima del caffè o con il cellulare in mano siamo tutti un po’ zombie. Lo zombie non è che un topos dell’horror, uno strumento in mano all’autore per raccontare la sua visione del mondo e delle persone che ci vivono dentro. La critica al materialismo è palese e diretta ma senza suonare pesante, e le reazioni dei personaggi alla situazione di stress sono verosimili e ben diversificate in base ai vari caratteri di questi ultimi. Gli effetti speciali sono un po’ finti, ma non tanto da distogliere l’attenzione dal resto... e Iggy Pop è veramente uno zombie bellissimo! A proposito, il cast è ricchissimo di nomi famosissimi ( e alcuni altrettanto capaci), secondo me non fanno il film, ma sicuramente aggiungono un tocco di classe e familiarità. Chiudo evidenziando un solo dettaglio che mi ha fatto storcere il naso: la scenetta in macchina con la storia del copione; una battuta soltanto fa ridere, ma il troppo stroppia.
Leggendo i nomi del cast mi sarei aspettato almeno un film onesto in grado di intrattenere e strappare qualche sorriso. È anche vero che ero al terzo film della giornata e un po’ nervoso per motivi non chiarissimi, (quindi, SPOILER ALERT, il problema è tuo e non del film) però sto morti non muoiono non si capisce dove voglia andare a parare, è lentissimo, non crea tensione, non fa sorridere. Una storiella di zombie narrata con staticità assoluta e loop musicali da mal di testa. La sceneggiatura è stata scritta da due studenti di ingegneria il sabato sera mentre fumavano philip morris e ruttavano birra castello (lo so per certo) (sembra che tu lo dica con cognizione di causa) , è confusionaria, ha dialoghi che ti fanno venire i nervi nel loro voler essere particolari e alcune battute che sono troppo sceme. Battuta iniziale e finale di Adam Driver sono (mi sbilancio) da testata in faccia. Il finale è buttato giusto per finire in fretta le riprese, con tanto di morale spiegata con voce fuori campo per irritarti fino all’ultimo secondo. La cosa è grave, un regista con Dio Bill Murray a disposizione, che decide di buttarsi su un genere che ha già visto di tutto, sembra che abbia scoperto ieri il metacinema e l’altro ieri il fenomeno del consumismo e decide per un’ora e 40 di nausearti con lo spiegone “oh siamo tutti già morti, cosi legati a cose futili e materiali, siamo schiavi della società…” MA vaffanculo, quella morale l’abbiamo già sentita nel 2004, sei proprio inutile, anzi sei proprio SUPERFLUO :)
Il fatto che il 90% del pubblico abbia già sentito questa storia, questa morale, non significa che non abbia senso raccontarla: con questo stesso principio si possono evitare i film romantici dal 1970 in poi, oppure non avrebbe senso provare un tiramisù in una nuova pasticceria perché tanto lo si è giàmmangiato; qui il regista, grazie anche a DioMurray, racconta una storia già vista, con una morale anche abbastanza scontata, ma lo fa da Dio, grazie sempre allo stesso Murray: partendo dal presupposto che il film è autoprodotto, il che rende il regista totalmente libero di dire quel che vuole, cosa che in Disney/Marvel è impensabile (e si vede con buoni registi che finiti dentro le maglie della compagnia mangiatuttoecagamerda più grande dell’entertainment mondiale finiscono per fare film appena passabili), e quindi lo dice come gli va, coi tempi che preferisce (e che maneggia da Dio, sia lode a Murray), e con Tom Waits che fa un narratore intradiegetico che in realtà è quasi eterodiegetico in maniera assurda. La vera morale: non importa il cast, non importa chi è alla regia, se ti esce un film di merda non c'è nome che tenga. Sorvoliamo sugli alieni, come fanno loro con gli umani nel film.
Jarmusch e il suo approccio allo zombie movie. Lo fa con il suo stile, alla sua maniera, la sua visione delle cose. Grandissimo omaggio a Romero prima di tutto, da cui prende la fisicità degli zombie (lenti e stupidi) ma soprattutto la chiave ermeneutica: gli zombie siamo noi che viviamo nella cultura occidentale in cui la tecnica e il capitalismo (con annesso consumismo) ci rendono schiavi di oggetti e immagini fatui, da soggetto attivo a prodotto finito, da fine a mezzo. Se i morti sono coloro che vivono passivamente questa società consumistica, gli unici a sopravvivere sono gli emarginati. Non solo sono gli unici a sopravvivere, come gli amanti, ma sono anche gli unici che riescono ad avere, proprio perché emarginati e distanti, una visione d’insieme che è molto più sincera e attendibile della società nella (o appena fuori dalla) quale vivono.
Fin dall’inizio del film si capisce che sarà un film molto ironico e grottesco (well Jarmusch, duh?). Non c’è la domanda circa gli attori ma dico subito che c’è un cast mostruoso e sono tutti bravissimi nei loro caratteri. Citazioni a palla de foco. Il ragazzo della pompa di benzina con il suo negozio è concentrato di citazioni, infatti viene chiamato bilbo baggins dalla storpiatura del suo nome bobby wiggins (anche se quando lo sceriffo Robertson gli da dello hobbit è un pò forzata: un settantenne che cita con così tanta dimestichezza J.R.R. non è così comune, soprattutto visto il tipo di personaggio che sua Santità Murray interpreta), in più ha una spilletta di The night of the living dead, la maglietta di nosferatu (motivo più che valido per vedere il capolavoro di Murnau, pace alla tremendamente bella anima sua) , milioni di copertine e album sulle pareti. Metacitazione, un po' tirata, è Bill Murray che aveva interpretato sé stesso in un mondo di zombi in Zombieland. Metacitazione, più esplicita e decisamente più gustosa, è quella del personaggio di adam driver che ha come portachiavi uno star destroyer di star wars. (la mamma di tutte le citazioni) Citazioni anche per la musica, oltre alla splendida colonna sonora, tra il cast ci sono Iggy Pop nei panni di uno zombie (troppo divertente), l'onnipresente Tom Waits, l'autore del tema principale Sturgill Simpson come zombie, RZA nei panni del fattorino nerd (inutile quanto meraviglioso) , Selena Gomez tra i ragazzi "hipster" (non hanno un cazzo di hipster e Jarmusch lo sa bene). Altra metacitazione: "How do you kill a zombie?" "You kill the head". Kill the head è la casa di produzione del film. Altra citazione/riferimento spettacolare è la tomba di Samuel Fuller, a buon intenditor... E poi sfondamenti della quarta parete, momenti metacinematografici, battute stupide. Il personaggio della Swinton ha un doppiaggio molto strano e il motivo è apparso chiaro con il seguente scambio di battute: "lei è strana" "è scozzese". E non si può che pensare a Willy e agli scozzesi  che han rovinato la scozia Qui si gioca con il fatto che la Swinton è effettivamente scozzese e l'accento scozzese per gli americani suona molto strano. Per concludere altro grande film di Jarmusch, il suo approccio al genere zombie dopo aver fatto quello dei vampiri in Solo gli amanti sopravvivono. La visione del film, soprattutto in questa quarantena o fase due o chiamatela come cazzo vi pare, rende ancor più profetico e significativo un messaggio che avrebbe dovuto essere chiaro all’umanità ben prima di questo bordello (tra l’altro, giusto per dire, fa più danno [sia in morti che in $ bruciati] il cambiamento climatico di quel che ha fatto finora il virus dalle punte pipistrellose). Alla fine una sola domanda rimane senza risposta: dove cazzo son finiti i ragazzini!?!!?


a 16:09 una delicata analisi del film (se poi volete è pieno di gente che parla di quanto sia lento e noioso il film, ma questa gentaglia che non capisce un cazzo di cinema non avrà spazio su questo blog) invece qua sotto LA colonna sonora del film e che, personalmente, è stata anche il sottofondo durante la stesura di questa recensione, in loop


vorrei concludere il post con una chicca: la foto di un Driver giuovine e dumboso
foto di un Driver giuovine e dumboso  su onironautaidiosincratico.blogspot.it

Commenti

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    1. Comunque la formula in cui commenti e rispondi in diretta alla recensione degli altri partecipanti ti ha "costretto" ad affrontare ed approfondire molti più temi e aspetti del film rispetto al solito, dando vita a una recensione più completa, e a mio avviso più interessante grazie alla sorta di dibattito (sempre dosato e ragionato) già contenuto in essa. Bella idea e bel lavoro, bravo lo zio!

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    2. Grazie lozzí, in effetti questa modalità è più divertente da fare (sia per me che per chi partecipa), e mi sembra sia migliore anche il risultato: speriamo duri e i futuri partecipanti se l'accollino

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  2. "La sceneggiatura è stata scritta da due studenti di ingegneria il sabato sera mentre fumavano philip morris e ruttavano birra castello (lo so per certo) (sembra che tu lo dica con cognizione di causa)"
    --> mi riferivo alla sera in cui avevamo avuto l'idea del mitico e mai realizzato METACORTO, per il quale avevamo -1- pensato ad un video di massimo cinque minuti per i nostri limiti tecnici e perchè sapevamo che al sesto minuto la gente si sarebbe già rotta i coglioni, -2- realizzato un contest per capire quale colore mantenere nel tema del poster (sì, avevamo fatto ben 2 ((DUE)) versioni del poster, versione bianca e versione nera) (sì, giustamente aveva vinto il bianco in previsione di risparmio del toner) (non è che magari te li ritrovi conservati da qualche parte?)

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    1. 1 ricordo tutto, 2 devo cercare nel fisso, più tardi lo accendo e controllo, e casomai 3 faccio un post dove racconto quella storia, fatta di grassi, zuccheri, case di nonne non più usate e pessime sigarette invocandone i santi...

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