puntata diciassette, ultima, conclusiva di questa storia ma di certo non di #mduer, che potrebbe tornare in futuro sotto altre forme..memorie di un elefante rosa, episodio quindici 
Gli ultimi giorni sono letteralmente volati...pieni di impegni piacevoli e saluti da fare un po' meno piacevoli... Ma mi sentivo quasi euforica, come quando ti sale l'adrenalina quando sai che stai per completare una cosa importante, come quando sai che stai per arrivare in cima o come quando vedi la linea del traguardo... E poi arrivi...e ti senti un po' smarrito, perché "e ora?"... Ora ci si deve riabituare alla vita di prima, magari migliorandola un po' grazie all'esperienza appena conclusa. Esperienza che non dirò essere stata bellissima, perché l'ho vissuta male la maggior parte del tempo, ma è stata un'esperienza che comunque mi ha fatta crescere e cambiare un pochino, nel bene e nel male... Ora sono a casa, che diventa sempre più una delle case e questo mi fa sentire più libera da un lato, ma anche più distaccata, quasi... Lui, i parenti, gli amici, i miei gatti, sicuramente sono la parte più importante di quello che io intendo per "casa": la commozione nel rivederli, il piacere di portare un pensierino a tutti, la gioia di passare semplicemente del tempo insieme, gli abbracci forti e quelli con le zampette puntate sulla faccia per fuggire...questo è stato per me il "tornare a casa". Ma c'è anche tutto il contorno, gli ambienti, le strade, i paesaggi, i rumori, gli oggetti e le azioni quotidiane che ti rendono un posto familiare e che una volta che ti abitui ti danno quella sensazione di sicurezza e di "casa". Adesso mi manca solo ricostruire questo contorno qui, e non vedo l'ora di farlo.
ryanair mi ha permesso di arrivare a berlino (finché non son salito sull'aereo non ci credevo e cercavo ossessivamente su internet come fare in caso di cancellazione di volo, come farmi rimborsare o come fare a prendere un altro volo); tra l'eclissi, il pride, la foto per un amico, mangiare lo schnitzel, le valige e tutte le altre cose da fare il tempo è volato, ma dal mio arrivo all'aeroporto mi son sentito a casa, un pò come nello spot barilla degli anni '80: dove c'è lei c'è casa; nessun problema con le valige: tutto è entrato dove doveva, rispettando pesi e dimensioni, e la valigia vecchia non è esplosa nella stiva (manca all'appello solo un lucchetto, ma poco importa); tornati qui c'è solo da dover riprendere i vecchi ritmi, le vecchie abitudini, ritornare a fare qual che si faceva prima, come prima e più di prima...il tutto magari condito da un pò di apfelmus o di qualche altra salsina a base di olio di colza, ma finalmente di nuovo con lei

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