ultimamente credo di avere un serio problema di bingewatching causato da netflix e da un suo uso compulsivo: estate, qualche giorno passato a casa, l'odio profondo verso la tv italiana e un portatile funzionante han fatto di me un atroce consumatore di serie tv, film, documentari, e persino moving art di agosto...
Rick&Morty

La serie di oggi è una dolcissima serie fantascientifico-demenziale, vietata ai minori di anni 14, che racconta le vicende di una normalissima famiglia americana media che deve ospitare il nonno-scienziato-pazzo-impazzito. 
Ho sempre adorato i Simpson per la loro capacità di mescolare sacro e profano, per il loro modo quasi unico di far ridere e riflettere, per il loro affrontare problemi reali in maniera seria: ogni puntata è un piccolo trattato su un argomento della società moderna, una piccola critica, una piccola analisi, con annesse citazioni (solo accennate, vivaddio) al miglior cinema, al grande cinema. Quello che fa Rick&Morty è proprio questo: raccontare una storia, farci conoscere (e farci amare) dei personaggi semplici, che evolvono con l'evolversi della storia. In questa serie però la storia orizzontale è molto più importante di quella verticale: bisogna conoscerla la serie, vederla in ordine, conoscere ogni personaggio, conoscere la sua storia, le sue avventure.
E veniamo ai personaggi: padre (inutile e rincoglionito), madre (affettuosa e inutile), sorella (poco utile e poco onesta) e poi arriviamo a Morty (il piccolino di famiglia, ingenuo e imberbe) e il mitico Rick (genio folle, o folle genio, onesto fino alla morte). Tutti perfettamente amalgamati in una famiglia media dove chiunque può identificarsi, che si trova in situazioni che tutti abbiamo passato almeno una volta.
Le storie sono fantastiche, fantascientifiche (in realtà di scientifico non c'è nulla, e soprattutto [per me è la cosa più bella] nessuno prova a spiegare nulla: è così perché è così, e si va avanti, punto) e ci aiutano a conoscere meglio Rick e Morty, e in fondo anche il resto della famiglia: il copione è quasi sempre lo stesso: Rick e Morty partono per una qualche avventura e lasciano i 3 familiari da soli, che hanno perennemente bisogno di qualcosa (insultano Rick per com'è fatto, ma continuano a chiedergli favori al bisogno) e allora lui lascia loro un qualche attrezzo ipertecnologico; a questo punto seguiamo le due storie separate: da un lato nonno e nipote alla conquista dell'universo e dall'altro 3 persone normalmente meschine che lottano con la tecnologia, con quello che la tecnologia può dar loro e con quello che loro pretendono dalla tecnologia. Ovviamente non siamo neanche minimamente ai livelli di BlackMirror, ma il concetto è quello, moooooolto semplificato e a volte ridotto, ma mai banalizzato. Il bello di questa serie è che alla fine di ogni puntata si finisce con un sorriso sulle labbra, un sorriso dolce, quasi amorevole, che da un pò più di fiducia nell'umanità, o in qualche entità aliena a caso. Tutti gli episodi, tranne il pilota, hanno un finale post titoli di coda [che io ho visto tutti insieme, avendolo notato solo all'ultima puntata, e tutti in ordine rigorosamente cronologico inverso]) il finale migliore è quello della puntata 8, quello dell'immagine qua sopra: da oscar! Ovviamente nessuno, in Italia, a parte netflix, ha deciso (o ha avuto il coraggio) di distribuire questa meraviglia, e speriamo che netflix prenda pure la seconda serie (già in corso negli USA).



qui sotto la gag del divano coi Simpson (geni che incontrano geni)
altra scena troppo bella per non metterla

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1 commento :

  1. Mai sentita...
    Sembra proprio una serie che racconta ala grande i nostri tempi.

    E i video attirano molto...

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