il solito, meraviglioso, Burton




La storia di Frankenstein riadattata agli anni '50 di un mondo gotico e in bianco e nero [Frankenweenie fusione di Frankenstein e weenie, incapace in inglese].
Ritorno di Burton allo stopmotion, una cima altissima, IMHO, del suo cinema pur se di produzione disneyana sembra gli abbiano lasciato le dovute libertà con un'atmosfera dark e personaggi inquietanti il film si regge perfettamente su sè stesso (da buon Disney che si rispetti il meteo ricalca le emozioni del protagonista).
Il tema trattato (la morte, il doversi separare definitivamente da qualcuno e le sofferenze che ne conseguono), non è un tema tipico da cartone animato, anche se qui parliamo di film d'animazione (non capisco perchè i primi sono per bambini e i secondi per adulti/intenditori, e non si faccia mai caso alla qualità del prodotto, ma solo al nome che gli si dà, comunque).
Riprende lo stile, già di Burton, del corto "Vincent", scritto, disegnato e girato quando lo stesso Burton lavorava in Disney nel 1982 (Vincent price, voce narrante del corto "Vincent", e idolo del regista americano, ricorda molto il professor Rzykruski o potremmo dire che il professore è un, neanche tanto velato, omaggio al grande attore), e ovviamente copia, espandendolo e caratterizzando meglio i personaggi, il corto del 1984 con lo stesso titolo. È divertente sapere che la Disney, la stessa casa che nel 2007 fa firmare a Burton un contratto per produrgli e distribuirgli il film, è la stessa che 23 anni prima l'ha licenziato, per lo stesso film (allora solo un corto con attori reali e non in stopmotion) per il quale la compagnia accusa il regista di aver sprecato risorse dell'azienda. Ovviamente per chi conosce, e apprezza, già il corto questa operazione sembrerà una mera questione economica. Ho preferito il corto, i 25 minuti sono perfetti per raccontare la storia, e allungare il brodo fino a 90 aggiunge troppe scene e momenti fortemente disutili alla storia, alla trama...a tutto.
Ricorda un pò Edward mani di forbice, e la sua incapacità di relazionarsi nella comunità in cui vive.  E forse è un pò anche biografico (un piccolo bimbo che fa tanti film, capito solo da chi gli sta intorno e incapace di relazionarsi nel mondo reale, ma poi cosa possiamo definire reale e cosa fantasia?)? La scena iniziale è un omaggio a "Plan 9 from Outer Space", oltre all'altro enorme, immenso omaggio ad Edward D. Wood Jr.
Nel cast originale Winona Ryder, Martin Short, Catherine O'Hara e Martin Landau, in italiano i doppiatori sono Andrea Di Maggio, Veronica Puccio, Chiara Colizzi, Mauro Gravina e Arturo Valli [sarà perchè in italia abbiamo un'ottima scuola di doppiaggio, o perchè abbiamo dei vip troppo snob, ma i doppiatori, seppur bravissimi e con alle spalle decine di film doppiati, sono sconosciuti]. Ovviamente questo porta al cinema, dove il film viene visto in lingua originale, non solo i fan di Burton ma anche quelli dei sopracitati e stracelebri attori (velato consiglio alla Disney, che di certo non cagherà me e il mio blog). 
Critica alla civiltà americana: i cattivi sono tutti ciccioni, tranne uno che è uno stupido, il che non è molto differente. In più tutti gli abitanti della città, visto che i loro stupidi figli si fanno male facendo uno stupido esperimento, incolpano il docente di Scienze, colpevole di far fare ai bambini domande su cose che loro sconoscono; il docente poi non è capace di difendersi, ma deve attaccare l'ignoranza altrui ( "La gente adora ciò che la scienza gli da, ma non le domande che ne conseguono").
Ho odiato, odio e continuerò ad odiare tutti coloro i quali diranno "eh, ma è Burton", "il solito Burton", "tanto già lo sappiamo che è bravo", "vabbè ma Burton è stato sopravvalutato"; solo perchè è capace di fare bei film (alcuni di più, altri meno), e continua a farlo da 30 anni a questa parte non vuol dire che non bisogna dargli merito di fare gran bei film. Se poi non ti piace il genere non guardarlo e non rompere le palle a chi il film e il genere gusta!
Unico piccolo errore: Bob parla di simulazioni al computer.
Il finale smielatamente felice, col pubblico del miracolo pseudoscientifico che applaude non leva niente al film. 



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2 commenti :

  1. l'ho trovato poetico e delicato, uno dei migliori esempi della poetica burtoniana, secondo me. concordo con molte cose che scrivi. probabilmente, vista la tematica del lutto e della perdita - dato che poi si tratta 'solo' di un cane, dettaglio non indifferente per met - oggi lo rivedrei / rivedrò (?) con occhio più partecipe.

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    1. Ti consiglio vivamente il corto originale da cui è tratto, per me migliore https://www.youtube.com/watch?v=m115Oi4bCeg

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SCRIVI PURE: chiunque spara cazzate, perché non dovresti tu?

però ricorda, se devi offendere, fallo con stile!