Il Casanova di Federico Fellini (1976) di Federico Fellini

la scelta è ricaduta su Fellini, sul suo Casanova, su un Fellini "minore" (e già dire una cosa del genere è una puttanata atroce, al massimo di può dire un "Fellini purtroppamente meno conosciuto")
recensione di casanova di fellini di onironautaidiosincratico.blogspot.it

come sempre, prima della recensione una breve presentazione di ogni partecipante (nome, età, occupazione, piatto preferito, città)
eRica: 27, donna, studentessa, patate, catania
Valentina: 28,studente, calamari fritti, Catania
Antonio: 37, produttore di vino, bistecca, giarre
Pietro: 31, uomo, studentepartimeincercadilavorofulltime, pizza con kebab, catania

1. riassumi la trama in 140 caratteri
e: Giacomo Casanova ci racconta le sue prodezze
V: Il film ci propone alcuni degli avvenimenti narrati nell"Histoire de ma vie" di Giacomo Casanova
A: il film ripercorre la vita di Giacomo casanova
P: un uselin che va di fiore in fiore, nell'Europa del '700

2. film incentrato sul sesso oppure film universale?
e: un film su Casanova non può non parlare di sesso, che ovviamente è il fulcro di praticamente tutte le avventure mostrate. Non c’è SOLO quello, ma non lo definirei un film universale.
V: Il sesso è probabilmente il reale filo conduttore delle vicissitudini del Casanova, ma c'è dell'altro: Fellini attraverso le vicende del protagonista vuole mostrarci l'altra faccia del Settecento, uno dei periodi storici più significativi ed influenti dal punto di vista sociale e culturale. Nonostante questa ambientazione temporale , non troviamo nessun elemento che possa essere riconducibile all'età dei lumi così come l'abbiamo sempre studiata nei libri. Quello che ne viene fuori è un richiamo al passato in forma caricaturale. L'atmosfera è cupa, grottesca, volutamente esasperata, perfino l'atto sessuale in sè viene rappresentato come un gesto meccanico scandito della melodia di un carillon. Insomma, il sesso di cui parla Fellini risulta essere scevro non solo dal piacere ma anche dalla carica sentimentale tanto decantata dal Casanova: egli in realtà non si innamora mai davvero, è come se fosse condannato ad andare avanti quasi in maniera compulsiva, conquista dopo conquista. Alla fine ciò che davvero emerge dall’opera è l’analisi psicologica di un percorso di vita (non vissuta) di un uomo vuoto, le cui ambizioni intellettuali verranno inevitabilmente annientate dalla fama di inguaribile seduttore.
A:
P: chiaramente è un film totalmente e integralmnete incentrato sulla sensualità e sulla sessualità, ma attraverso la sessualità di Giacomo viene raccontato anche il funzionamento della società veneziana e parigina dell'epoca, che può anche estendersi al funzionamento del mondo, coi giusti cambiamenti, valido per ogni epoca

3. che ruolo ha la famiglia?
e: un ruolo inesistente, la madre compare e scompare nel giro di poche scene, la volta che Casanova si impegna con una è un’arpia con la figlia ancora più stronza, le famiglie aristocratiche sono tutte ipercostruite… non è proprio un film a favore della famiglia! Ognuno per conto suo e bbonu cchiù.
V: Nel teatro di Dresda avviene l'incontro con la madre. La donna lo chiama dall'alto dei loggioni quasi fosse un'epifania e durante il loro dialogo notiamo subito che Giacomo tenta, invano, di affrancarsi cercando di mettere in luce i propri risultati ottenuti grazie alla sua permanenza nelle corti di tutta l'Europa: ci tiene ad apparire un intellettuale agli occhi della madre per avere, forse, l'unico consenso che abbia mai bramato davvero in tutta la sua vita. Di rimando ciò che ottiene sono parole intrise di derisione e consapevolezza nei riguardi della vita inconsistente del figlio. Giacomo promette che si sarebbe occupato di lei, che sarebbe andato a trovarla ma quando si salutano dimentica di chiedere l'indirizzo di abitazione. Questo è l'unico breve episodio che ci permette di far luce sull'influenza che abbia potuto avere la famiglia nella vita del seduttore: nessuno appoggio e nessuna certezza, l'assenza di un vero e proprio "nido" ha probabilmente contribuito a spingere il protagonista verso una assidua e disperata ricerca del “compiacere”.
A:
P: nessuno: la madre è merda quanto lui, degli altri neanche l'ombra, a parte un vago senso di ricerca di appagamento da parte del figlio, ma tutto finisce in un fugace incontro in una città straniera

4. quanto, secondo te, il ruolo e la potenza del “casanova” è stata creata da Fellini?
e: se non ne avessi idea? Voglio dire, non ho un’immagine abbastanza nitida del Casanova “non felliniano” da poterla paragonare al personaggio del film. Direi che la parte super-glam-aristocrat-circense è la parte creata da Fellini...mentre forse il Casanova “standard” è solo un seduttore, magari anche non troppo gentiluomo? Non lo so!
V: Io credo che il personaggio non fosse molto apprezzato da Fellini. Quello che vediamo rappresentato non è l'uomo che ci viene raccontato dalla storia. Non vi è alcun riferimento a nessuna virtù del Casanova: egli è l'anti-uomo (inteso come essere illuminato). Un pallone gonfiato di buona dialettica condita da raffinata galanteria che altro non è che un artificio per nascondere quelle che sono le reali pulsioni, inconcludenti, del protagonista. Credo che questa sia un'opera dall'intento dissacrante a 360 gradi.
A:
P: sicuramente il film di Fellini ha creato un immaginario di potenza sessuale e capacità conquistatorie, mitizzando quasi la figura del Casanova; nonostante nessuno ammettesse all'epoca di aver visto il film (l'italia era ed è un paese bigotto dove si censura Fellini ma si permette a DriveIn di andare in onda in prima serata) tutti l'avevano visto e ne parlavano, e da lì la fama di Casanova ebbe certo e duraturo giovamento

5. cast adeguato o cambieresti qualcuno?
e: forse avrei scelto un Casanova più bello, anche se forse avrebbe cambiato un po’ il personaggio. Invece standing ovation per l’attrice che interpreta la bambola di legno, semplicemente PERFETTA.
V: Donald Sutherland è perfetto per la parte, è stato bravissimo a rendere Casanova così com'era richiesto da Fellini riuscendo a trasmettere con cura gli aspetti psicologici di un uomo intrappolato nei propri problemi irrisolti, perennemente insoddisfatto. La sua interpretazione è stata a mio avviso magistrale degna di un attore capace ad essere versatile e plasmabile dal regista: basti pensare che l'anno precedente vestì i panni dello spietato Attila nel film "Novecento" di Bertolucci, personaggio diametralmente opposto al Casanova "patetico" felliniano.
A:
P: tutti perfetti: un Giacomo belloccio avrebbe svilito le sue capacità e non ci avrebbe mostrato tutto la viscida ricerca di potere di un personaggio che brama il potere più del potere di dare piacere

6. il film è maschilista o femminista?
e: il film è realista e ben bilanciato secondo me, non si lancia in elogi per nessuno, per ciascun genere vengono mostrati pregi e difetti. Di certo non lo definirei maschilista perché comunque la donna non viene svilita o ridotta a mero oggetto sessuale, per il femminista c’è un problema: se lo si intende come “a difesa delle donne, perché le donne sono meglio” sicuramente non è un film femminista; se lo si intende come “parità” potrebbe esserlo proprio per il suo bilanciamento pur rimanendo nei ruoli di genere del tempo.
V: Fellini non ci propone nessuna esaltazione nè al maschile nè al femminile. Uomini e donne sono come “intrappolati” in circostanze quasi oniriche ricolme di piattume intellettivo ed estetico: sullo stesso identico piano, rivolti verso le stesse pulsioni e ambizioni. Non ci sono personaggi costruttivi che possano essere esempio di virtù. Uno dei temi più cari a Fellini è proprio quello del circo che qui ritorna prepotente, nei suoni, nell'estetica, nell' assurdità delle circostanze: tutti sembrano essere i fenomeni da baraccone di questo spettacolo, egualmente vacui e lontani dal vero significato dell'esistenza.
A:
P: né l'uno né l'altro, per ogni orgasmo maschile ne vediamo uno femminile: la rappresentazione della sessualità non è di quelle tipiche del porno, dove l'uomo gode e basta, ma è uqalcosa di più reale, oltre che possibile e probabile, senza scene assurde (sessualmente, che poi ci siano i circensi è un feticismo del buon Federico, che tanto ci piace)



e qui pure una scena tagliata...col commento del Maestro

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