qui troverete un pò di recensioni, iperveloci e ipersemplici, di amici, conoscenti e fan, che le lanciano così, tra un discorso sulla politica e un insulto ai francesi che cucinano male, tra una foto di strafiga sedicenne trovata su instagram e un video remake della sigla di ducktales scientificamente valido... 

ovviamente il format è aperto a chiunque voglia contribuire....in qualsiasi modo...

voleste cercare una serie, per sapere se già qualcuno ne ha parlato basta premere CTRL+F (o CMD+F per gli stronzi mangiamelemorsicate) e scrivere quel che cercate
recensioni dei fan di serie tv di onironautaidiosincratico.blogspot.it

ad ogni lettera corrisponderà un recensore seriale, al quale chiederò di autopresentarsi come meglio crede e reputa necessario

B:
F: ingegnere informatico nato alle pendici del vulcano attivo più alto d'Europa, arriva a Torino per rubare il lavoro ai piemontesi. Tra una linea di codice e un'altra, si intrattiene con cinema e serie tv
G: ingegnere gestionale (titolo meno ingegneristico di tutti), scappa dalla sicilia dopo due pessimi cortometraggi con la Coldriver Pictures e va a diventare un figlio di satana in grembo ad una multinazionale a Milano: juventino, pigro come la merda, è come un ficodindia: spinoso fuori, ma morbido, dolce e pieno di semini infrantumabili dentro
H: sfacinnato a tempo perso alla ricerca dell’isola che non c’è...non essendo amante della solita vecchia “cascitiella chi pupi” preferisce guardare film serie tv e cartoni animati quando ne ha la possibilità 

L: studentessa universitaria, triste e solitaria, nella mia stanzetta umida (semicit. Cristicchi, Simone). Amante del vino e della musica e della cinematografia e dei cani e delle persone, purtroppo. Si spartisce in tante cose per non far capire alla gente che di base non sa fare nulla. Accetta a qualsiasi ora del giorno una pizza, fredda o calda che sia
W: ingegnere, neurochirurgo, astronomo, fisico, matematico, filosofo, scrittore, cantante, musicista, sportivo, giornalista, avvocato; non è nulla di questo




F: ho finito westworld: capolavoro la prima stagione, bella la seconda




F: ho finito the expanse: è un po' altalenante, cose belle e cose brutte, ma nel complesso la trama mi ha preso


F: ho appena iniziato the umbrella academy: spero mi sorprenda, sembra la copia di xmen
aggiornamento dopo 2 giorni e 5 puntate viste: 
bella l'interazione tra i personaggi, approfondimento psicologico, colonna sonora, regia...solo che mi sembra già visto, sembra la copia di xmen


W: mad men: il 50% del tempo consiste nel versare da bere nei bicchieri, accendere sigarette e sistemarsi la giacca


W: the handmaid's tale: idea geniale che il registra decide di rovinare impiegando il 75% del tempo di ogni puntata nel soffermarsi sulle espressioni facciali (sempre le stesse, lo abbiamo capito cristoddio che è una situazione assai umiliante) delle attrici


W: penny dreadful: le tette di Eva Green. Non ricordo altro. Ah, sì, anche una certa differenza attoriale tra Eva Green e gli altri attori.


W: game of thrones: non riesco a capacitarmi del successo. Ho visto solo la prima stagione, ma rivoglio indietro il tempo perso. Chi me lo ridarà?


W: black mirror: l'Italia dopo il governo gialloverde


W: rectify: dopo averla vista i dialoghi di qualsi tutti gli altri film, serie TV, libri ti sembreranno scritti da bambini



L: la serie che mi ha convinto a rinnovare Netflix per un altro mese. Tra organi genitali, masturbazione, contraccettivi, aborti e dolce e tenero amore adolescenziale, tenta di abbattere filtri sociali con intelligenza e spirito. La serie di cui abbiamo bisogno al momento.



L: l’immensa Tina Fey, accompagnata da Robert Carlock alla scrittura, ci regala momenti di puro nonsense mischiati ad attimi di ricerca esistenziale dell’essere. Con un cast fenomenale e personaggi unici, nell’arco di 4 stagioni, UKS ti tiene compagnia in allegria e pura originalità.



L: Michael Shur, alla sua terza serie, riesce a fare un passo avanti e forse ridimensionare il nostro vecchio concetto di sitcom. Tre stagioni tra complessi filosofici, domande esistenziali, tanta, tanta comicità e ottime performances attoriali.


L: i coniugi Palladino tornano con una serie semplicemente geniale. Rachel Brosnahan e Alex Borstein ci strodiscono e ci stregano con sequenze di dialoghi arguti ed accattivanti. L’ambientazione negli anni ‘60 non fa altro che alimentare la magia di questa serie sostenuta da un ottimo cast e un’ancora più ottima sceneggiatura.

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