e siamo alla quarta puntata, per un totale di 21 giorni, neanche un mese, ma già circa il 13%, poco più di un ottavo...




Questa settimana sono crollata parecchie volte. Ma devo riconoscere di essermi rialzata parecchie volte +1. La gamba migliora, ma più lentamente del previsto, sono ancora zoppicante e continuo a non poter fare alcune cose. Sto dovendo fare i conti con burocrazia, solitudine, paura e una straordinaria forza di volontà (che non credevo di avere) che mi causano uno stress che non credo di aver mai sopportato prima. Un ragno "gigante" mi ha terrorizzata, e adesso credo di essere aracnofobica; ma vabbè, sono qui a scrivere, quindi sopravvivo! La cosa che forse mi stressa di più è il non poter "crollare serenamente"... Mi spiego, ho come la sensazione di non potermelo permettere, non posso e non devo crollare perché se no lui, i miei si preoccupano, perché non possono fare niente, e perché sono qui da sola e devo essere forte, punto. Quindi se ho un attimo di debolezza parte il senso di colpa. A volte è una cosa buona, perché pur di non mostrarmi debole riesco a non crollare, riesco a darmi la forza per pensare positivo e trovare la soluzione. Altre volte ha l'effetto contrario perché per non mostrarmi debole mi chiudo in me stessa, e questo aggiunge malessere su malessere e tocca farsi una bella doccia calda per ricominciare belle pulite. Non voglio fare pena a nessuno e soprattutto non voglio generare ansia né preoccupazioni. Ma, purtroppo, le emozioni che si provano sono irrazionali e incontrollabili e a volte si sente il bisogno di condividerle con gli altri. Forse per capirle meglio, forse per avere conforto, o per capire che non si è sbagliati a provarle, o forse per riuscire ad accettarle ed andare avanti...
prima feste senza lei: prima pasqua (ma quella tanto di solito la si passa in famiglia...), poi pasquetta con gli amici (santi loro che mi stanno aiutando, un casino), e poi una festa di laurea (finita con uno dei partecipanti che ballava con un pezzo di tavola calda sulle note degli 883); il problema non è per me: mi trovo le cose da fare, mi trovo i miei spazi e i miei tempi; quello che mi preoccupa è lei, soprattutto in questi momenti in cui è sola, che poi capita pure qui, però lì è come se la solitudine  crescesse esponenzialmente e cresce anche più velocemente l'inutilità di qualsiasi cosa possa fare io (per fortuna ora, con la connessione fissa a casa, ci si può sentire più spesso e più facilmente); il superagnogianterrimo è stato un momento di buio totale, in cui l'inutilità di cui sopra si è palesata nella sua totale potenza, ma per fortuna è andato anche quello...forse questi piccoli gesti, questi piccoli momenti (anche di difficoltà) possono essere l'inizio di una nuova normalità, di una nuova quotidianità che spero arrivi presto per entrambi, che possa velocemente dare la serenità per continuare a studiare e "fare cose", sempre col pensiero all'altro, ma con lo sguardo fisso sul proprio futuro 


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