inizio la fimografia del buon David, da quello che in molti reputano il più commerciale, e forse per questo, il meno cronenberghiano di tutti...ma da qualche parte bisogna pur cominciare, no? 




Già solo il titolo è geniale, e si può capire a pieno solo finita la visione, anche se a metà tante cose saranno chiare...
Due mondi diversi che si incontrano, due sistemi di vita completamente opposti e distanti che interagiscono in un melodramma moderno in costume (girato nel '93, ma ambientato nel '56)
Ovviamente Renè cerca di fare il suo lavoro e si inimica tutti, tranne il console, che forse si rende conto della fermezza e le capacità del protagonista.
Le scene d'amore sono davvero ben fatte, senza essere viscide o appiccicose. Allo stesso modo le scene di massa, ben girate, semplici, ma efficaci.
Il montaggio è semplice, i movimenti di macchina minimi, e solo quando serve, quasi sempre impercettibili e perfettamente inseriti nel contesto del film.
La battuta sul missionario è sottile, forse anche in senso cinematografico.
Critica anche al sitema del governo cinese, che preferì "aggiornarsi" e rinnegare le proprie tradizioni a favore del beat e del rock&roll.
La storia d'amore fa da sfondo alla rivoluzione cinese, aspramente criticata, che fa a sua volta da sfondo alla storia di spie che si innamorano, è una sorta di loop di sfondi e protagonismi che si rincorrono per tutto il film.
La trasformazione è un topos che ricorre spesso nelle pellicole di Cronenberg, e qui è portata fino all'estreme conseguenze, fino a sembrare surreale. 
Alla fine: la politica è solo una questione di scopate: per uno o due pompini milioni di giovani soldati morirono, muoiono e continueranno a morire.


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2 commenti :

  1. Ciao! Primo commento sul primo film della lista che ha catturato la mia attenzione. Io lo trovo molto cronenberghiano. di lui ho visto tutto e ho apprezzato, a diversi livelli, tutto. Da Scanners, cui sono affettivamente legata (a chi non piacciono le teste che esplodono?), a Il Pasto Nudo, al negletto Spider, che invece trovo superbo e cronenberghianissimo. M. Butterfly, raffinato, sofisticato, doloroso e DISTURBANTE come pochi, ha in se tutta la poetica di Cronenberg. solo che, come accade anche nel film, e` travestita, abbellita, ma il marcio c'e` sempre.
    Bel post e grazie per aver dedicato attenzione a questo capolavoro minore.
    e la M. del titolo hai ragione, geniale

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    1. io di quel che ho visto fin ora ho apprezzato tutto, indistintamente. Mi mancano il pasto, spider (gli altri, OVVIAMENTE, li ho visti).

      La "M" nel titolo si può gustare solo alla fine o con una seconda visione...

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però ricorda, se devi offendere, fallo con stile!