consigliato da un carissimo amico...visto in una fresca notte d'estate...






Violento, truce, drammatico, forte...il film di Nakashima è un concentrato di emozioni e sentimenti forti, raccontati in maniera altrettanto forte, a volte esagerata.
Tratto da un romanzo di Kanae Minato, che alcuni definiscono più realistico e devastante del film, racconta una storia di vendetta nei confronti di alcuni ragazzini assassini, che sono ragazzini solo per l'età.  
Scuola, violenza e vendetta sono topos cari ai registi nipponici, e asiatici in generale; e dentro ad una scuola che si consuma il tutto, a causa di incomprensioni, manchevolezze e invidie, forse anche a causa dell'incapacità di accettare una sconfitta, dell'obbligo del successo, ad ogni costo. 
L'idea è geniale, la realizzazione un pò meno: troppi ralenti, troppa melanconia frantumapalle, troppe emozioni forzate nello spettatore, e soprattutto troppi personaggi che stanno lì a spiegare quel che succede, quel che fanno e quel che pensano (ho sempre adorato il cinema asiatico per il suo essere laconico, spesso criptico, e qui questo non c'è, affatto. 
La trama è ben fatta e ben strutturata: inizialmente è semplice, poi sembra complicarsi, per concludersi con una semplicità disarmante. L'ansia c'è, il terrore pure, il pathos anche, però manca quel qualcosa in più. Musica esagerata, esagitata e a volte fastidiosa.
C'è lo spazio anche per un pò di critica alla nostra società, anche se passa in secondo piano rispetto alla storia principale: alunni distratti, professori esageratamente convinti del proprio potere sui cciovani, relazioni fini a sé stesse, rapporti falsi tra coetanei, sfruttamento dell'altro e perenne ricerca dell'approvazione altrui.
Il finale è semplicemente geniale: il male non ha confini.



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14 commenti :

  1. "troppi personaggi che stanno lì a spiegare quel che succede, quel che fanno e quel che pensano", questo per una volta non deve essere considerato un male, anzi, io lo considero un punto forte del film. Ogni azione ci viene spiegata del motivo per cui viene fatta, da più punti di vista... molto poco è lasciato all'interpretazione dello spettatore. Anche per questo il film è letale, è come dire "è così, che ti piaccia o meno".. da qui il titolo "Confessioni".
    Inoltre per me andrebbe menzionata la prima mezz'ora in particolare. Bella recensione comunque.

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    1. a me hanno sempre infastidito i film didascalici, soprattutto dove i personaggi spiegano quel che fanno...la pellicola rimane comunque ben fatta, seppur l'idea di partenza è ottima e la realizzazione non è all'altezza...la prima mezz'ora è la cosa migliore: spiazza, sconvolge e terrorizza allo stesso tempo. Ho visto anche qualche carrellata di troppo, inutile all'evoluzione della storia (sarà che ormai cerco e studio le carrellate e i movimenti di macchina in genere in ogni singola pellicola che vedo).

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  2. sto film ha diviso da matti....

    c'è chi lo considera un capolavoro, uno dei massimi degli ultimi 5 anni, e chi l'ha odiato per la sua cinematograficità, la sua patinatura, la sua narrazione, insomma, tutte quelle componenti che allontanano un film da quello che sta raccontando e lo avvicinano troppo alla finzione cinematografica.
    Io mi sono dibattuto tanto ma alla fine sto molto più dalla parte dei primi, sto film è potente, c'è poco da fare.
    E il finale strepitoso.
    Ma tutte le critiche di Pietro nella sua ottima disamina sono critiche che... condivido, o meglio posso capire.
    Non è un Oldboy, film anch'esso (forse) troppo cinematografico ma talmente meraviglioso da zittire tutti, qui il trucco del prestigiatore si vede e la magia non è bella come nel film di Park.
    Comunque per me, se ricordo bene, un 8 pieno...

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    1. a me il film è piaciuto!

      l'eccesso di cinematograficità un pò infastidisce, ma non toglie nulla ad una pellicola ben fatta, seppur poteva esser fatta meglio.
      Oldboy è esagerato anch'esso, senza forse.
      Grazie per la comprensione delle mie critiche, è un piacere sapere che qualcuno mi legge (nonostante il titolo del blog incomprensibile e lungherrimo e il titolo del post originale e mai tradotto) ed è d'accordo con me, o almeno mi capisce.

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    2. perchè ethan non ti capisce?

      guarda, c'è gente che ha messo 3 a sto film e anche "autorevole".

      Sì, il titolo lasciato in originale certo non ti procura lettori occasionali... :)

      quello del blog lo devi cambiare

      L'Orso di David e il Leone Di Oscar sotto la Palma

      dai su

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    3. ethanp già mi sopporta...quello del blog ora lo cambio...

      p.s. le sarde sono già state ordinate...

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    4. oh, ora sì che si ragiona...
      ance se quel bafta purtroppo stona un pò perchè non ha nessuna vicinanza con qualsiasi significato

      io metterei la Palma si Marco Aurelio almeno ci mettiamo il nostro amato festival di Roma...

      P.S: non ci scherzare co sto p.s, io sono malato di cibo, te le faccio mandare davvero eh

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    5. ammettiamolo che il marcaurelio non se lo caga nessuno (non che il bafta sia così famoso, ma almeno sentito dire, ogni tanto, e poi a io lo adoro, sono anglofilo)... e io non lo amo così tanto questo nostro festival di roma con lui (http://www.romapost.it/index.php/rassegna-stampa/item/4502-cremonesi-nomine-alemanno#.UiCmT9KzJBk) come presidente... [l'anno scorso hanno avuto il coraggio di dare ad Alessandro Gassman la menzione speciale per l'opera prima...daiiiiii]

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    6. ma infatti ero ironico...

      però Marco Aurelio è bello, sarà che è mio fratello...

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    7. "marcaurelio" è più bello...tutt'unito... comunque ora cerco di metterglielo, non so esattamente in quale modo, come arrivano le sarde mi dovrai far avere il tuo indirizzo xD

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  3. Io sto nel mezzo. Film potente ma nel suo tentativo di essere il più estremo possibile si avvicina al rischio di diventare una boiata

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    1. però riesce a non esserlo...è qui l'abilità, secondo me, del regista: sfiora la boiata senza mai raggiungerla ;)

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    2. Non la raggiunge per un pelo, già dalla prima visione molte cose non tornano - vedi il latte con l'AIDS, la cosa più ridicola che ho mai visto.
      Una cosa simile succede anche col bellissimo "Lady vendetta": fa di tutto per essere una boiata, ma lì te ne accorgi solo dopo almeno tre visioni. Qui invece già dalla prima...

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    3. sicuramente alcune cose non tornano, però il regista è capace di focalizzare l'attenzione dello spettatore sulla violenza, la malvagità e la cattiveria di certe persone...il resto è poco importante...

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