visto per merito/colpa di Simon Pegg...



Robert Knox, medico che studia l'anatomia ad Edimburgo rimane senza cadaveri, poichè il suo nemico, politicamente più potente, riesce ad avere l'esclusiva sulle esecuzioni capitali. William Burke e William Hare scoprono così che un cadavere in casa può essere una risorsa, e che uccidere paga. 17 omicidi con altrettanti cadaveri per il dottor Knox, tutti strangolati fino a provocarne la morte (in inglese "to burk" ha assunto il significato di strangolare). Storia vera, ripresa da John Landis che all'inizio del film ci dice: “Questa storia è ispirata a fatti reali, tranne quelli che non lo sono” (frase che vale un pò per tutti i film).
La comicità all'inglese strappa un sorriso che però non si vuole mostrare, per non far vedere il proprio cinismo. L'unico sentimento che si salva in tutto questo trambusto è l'amore, vero, sincero, che porta alla morte alcuni, e al successo altri.  Ingenuo e romantico Burke, tanto quanto gretto e perfido Hare, riescono però ad essere una coppia perfettamente amalgamata che riesce a far diventare l'omicidio un'attività non solo redditizia ma anche un'azione d'alto valore scientifico. 
Dal regista padre dei college-movie, un film dove l'amore è l'unico sentimento che sovrasta tanta truce, seppur divertente, violenza
Non tutti riconoscono il Gollum jacksoniano in William Hare...



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